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Approvata la riforma sull’autonomia differenziata: Cosa cambia per le regioni italiane


 

Nella notte di mercoledì 19 giugno, la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge sull’autonomia differenziata, uno dei punti chiave del programma elettorale della coalizione di centrodestra per le elezioni politiche del 2022. Questa riforma stabilisce le regole e il percorso con cui alcune regioni italiane potranno ottenere maggiore autonomia nella gestione di specifiche materie.

Cosa prevede la riforma

Principi Generali: La legge definisce i principi da seguire per concedere maggiore autonomia alle regioni, in conformità con l’articolo 116 della Costituzione. Questo articolo consente alle regioni di richiedere condizioni particolari di autonomia su determinate materie concorrenti e su altre tre materie di competenza esclusiva dello Stato.

Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP): La riforma stabilisce che la maggiore autonomia può essere concessa solo dopo la determinazione dei LEP, ossia i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. I LEP comprendono servizi essenziali come sanità, istruzione e trasporti, che lo Stato deve assicurare a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro regione di residenza.

Procedura di Determinazione dei LEP

Entro due anni dall’entrata in vigore della nuova legge, il governo dovrà definire i LEP attraverso decreti legislativi, seguendo i criteri stabiliti nella legge di Bilancio del 2023. A tal fine, la Cabina di regia per la determinazione dei LEP, istituita dal presidente del Consiglio, e il Comitato per l’individuazione dei LEP, presieduto dall’ex giudice della Corte Costituzionale Sabino Cassese, avranno un ruolo cruciale nel processo.

Richiesta di Autonomia

Le regioni a statuto ordinario interessate a ottenere maggiore autonomia devono deliberare la richiesta e presentarla al governo centrale. Il negoziato tra Stato e regione, che riguarda singole materie, deve iniziare entro due mesi dalla presentazione della richiesta e richiede l’approvazione preliminare del Consiglio dei ministri. Successivamente, la Conferenza unificata e le commissioni parlamentari competenti esamineranno l’intesa preliminare.

Intesa Finale

L’intesa finale tra Stato e regione necessita di un disegno di legge che deve essere approvato a maggioranza assoluta da entrambe le Camere del Parlamento. Questo processo garantisce che l’accordo tra Stato e regione sia solidamente fondato su un consenso parlamentare ampio.

Durata e Controlli

Gli accordi tra Stato e regioni avranno una durata massima di dieci anni, con la possibilità di modifiche o cessazioni anticipate. Per rinnovare l’accordo, la regione dovrà fare richiesta dodici mesi prima della scadenza. Inoltre, la riforma prevede l’istituzione di una Commissione paritetica Stato-Regione-Autonomie locali per monitorare gli effetti economici degli accordi. La Corte dei Conti riferirà annualmente in Parlamento sui risultati dei suoi controlli finanziari.

Fonte: Pagella Politica

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