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Arriva un bonus di 800 euro per i dipendenti pubblici

Bonus di 800 euro per i dipendenti pubblici nel 2026 grazie alla detassazione degli straordinari e del trattamento accessorio. Tutte le novità su Tfs e pensioni nella legge di bilancio.

Introduzione

La legge di bilancio ottiene l’approvazione definitiva alla Camera con 216 voti favorevoli e introduce una serie di misure che incidono direttamente sul pubblico impiego. Tra queste spicca il bonus fino a 800 euro destinato ai dipendenti pubblici nel 2026, reso possibile dalla detassazione del trattamento accessorio. Il provvedimento comporterà un impatto sulle casse dello Stato pari a oltre 350 milioni di euro e si accompagna a interventi su pensioni e liquidazioni di fine servizio.

Bonus 800 euro per i dipendenti pubblici

Detassazione del trattamento accessorio nel 2026

Il principale beneficio per i lavoratori della pubblica amministrazione deriva dall’introduzione di una flat tax applicata alle componenti accessorie della retribuzione. La misura consentirà un risparmio fiscale fino a un massimo di 800 euro annui per ciascun dipendente pubblico, con effetti già dal 2026. Secondo le stime, la detassazione determinerà minori entrate per lo Stato pari a 358,5 milioni di euro nel prossimo anno.

Straordinari detassati per pubblico e privato

Flat tax su straordinari, festivi e lavoro notturno

La manovra introduce per tutto il 2026 un regime agevolato per la tassazione degli straordinari, del lavoro festivo e notturno. La misura riguarda sia il settore privato sia quello pubblico, con alcune differenze nei requisiti di accesso.

Nel settore privato, escluso il comparto turistico-alberghiero per il quale è previsto un intervento specifico, la flat tax al 15% si applica ai lavoratori con redditi fino a 40mila euro. Il beneficio massimo ottenibile è pari a 1.500 euro annui e coinvolge una platea stimata di circa 2,3 milioni di lavoratori.

Nel pubblico impiego, invece, il regime agevolato si estende ai redditi fino a 50mila euro, con un vantaggio economico che può arrivare, appunto, a 800 euro l’anno.

Pensioni: possibile revisione degli aumenti dell’età pensionabile

La posizione della Lega e il rinvio della decisione

Sul fronte previdenziale resta, per il momento, invariato l’aumento dei requisiti pensionistici previsto a partire dal 2030. Tuttavia, un ordine del giorno presentato dalla Lega e approvato nell’ambito della manovra impegna il Governo a valutare una revisione dell’incremento di tre mesi dell’età pensionabile previsto tra il 2027 e il 2028.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha chiarito che una decisione definitiva in materia di pensioni verrà assunta nel corso del prossimo anno, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica.

Forze armate, polizia e vigili del fuoco

Il tema è particolarmente rilevante per il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Per queste categorie è previsto un aumento aggiuntivo dell’età pensionabile rispetto agli altri lavoratori: un mese in più dal 2028, un ulteriore mese dal 2029 e un altro ancora dal 2030. In assenza di correttivi, l’uscita dal lavoro slitterà complessivamente di sei mesi a partire dal 2030.

L’anticipo del Tfs per i dipendenti pubblici

Liquidazione più rapida dal 2027

La legge di bilancio interviene anche sul trattamento di fine servizio e di fine rapporto dei dipendenti pubblici. Per coloro che matureranno i requisiti pensionistici dal 1° gennaio 2027 è previsto un anticipo di tre mesi nella liquidazione del Tfs-Tfr.

La misura comporterà maggiori oneri per la finanza pubblica pari a 265 milioni di euro nel 2027 e 272 milioni nel 2028. Tuttavia, l’effetto positivo dell’anticipo potrebbe essere in parte neutralizzato dall’aumento dell’età pensionabile, qualora quest’ultimo non venga sospeso o rimodulato.

Conclusioni

La manovra di bilancio introduce interventi rilevanti per il pubblico impiego, tra bonus fiscali, agevolazioni sugli straordinari e modifiche ai tempi di liquidazione del Tfs. Resta aperto il nodo delle pensioni, sul quale il Governo ha rinviato ogni decisione al prossimo anno, lasciando in sospeso le aspettative di migliaia di lavoratori della Pa.

Fonte: pamagazine.it – www.pamagazine.it

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