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Bando Beni Confiscati Lazio 2026: Riqualificazione e Contributi a Fondo Perduto per gli Enti Locali – Scadenza: 21 settembre 2026

I beni sottratti alla criminalità organizzata rappresentano una risorsa straordinaria per ridisegnare il welfare locale e restituire valore ai territori. Con la pubblicazione del nuovo bando “Beni confiscati e spazi di legalità”, la Regione Lazio riafferma il proprio impegno nel trasformare i simboli del malaffare in presidi di socialità, sicurezza ed equità.

La misura, attualmente aperta, prevede l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto per il recupero funzionale di immobili già acquisiti al patrimonio indisponibile degli enti locali. Le amministrazioni interessate hanno tempo fino al 21 settembre 2026 per presentare le proprie istanze di contributo.

Finalità del bando: rigenerazione urbana e valore sociale

L’obiettivo strategico della Regione Lazio è duplice: da un lato, favorire il recupero edilizio e strutturale di immobili in disuso; dall’altro, promuovere politiche attive capaci di rispondere ai bisogni reali della cittadinanza.

I progetti di riutilizzo dovranno essere esplicitamente finalizzati a una delle seguenti attività:

  • Inclusione sociale e politiche socio-assistenziali.
  • Promozione culturale e sviluppo del territorio.
  • Accoglienza e supporto alle vittime di violenza.
  • Prevenzione del disagio sociale e giovanile.
  • Educazione alla legalità e potenziamento della sicurezza urbana.

Reinserire i beni confiscati nel circuito dell’economia legale significa non solo sottrarre spazio alle mafie, ma anche rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni attraverso la creazione di servizi tangibili e accessibili a tutti.

Chi può partecipare: i soggetti beneficiari nel Lazio

Il bando si rivolge esclusivamente agli enti pubblici territoriali della regione che abbiano già nel proprio patrimonio indisponibile beni immobili confiscati. Nello specifico, possono presentare domanda:

  • Comuni del Lazio.
  • Province del territorio regionale.
  • Roma Capitale (le cui istanze possono essere avanzate direttamente anche dai singoli municipi).
  • Città metropolitana di Roma Capitale.

Ogni ente o municipio può candidare un solo progetto o istanza di contributo, garantendo così una distribuzione equilibrata e sostenibile delle risorse su base regionale.

Interventi ammissibili e tempi di realizzazione

I finanziamenti sono destinati a coprire le spese di investimento necessarie per rendere gli immobili pienamente operativi e fruibili dalla collettività. Tra i lavori edilizi ammessi a contributo rientrano:

  • Manutenzione ordinaria e straordinaria.
  • Restauro e risanamento conservativo.
  • Ristrutturazione edilizia complessiva.

Un requisito fondamentale per l’accesso al fondo è la funzionalità del progetto: i lavori di ristrutturazione devono essere strettamente correlati e strumentali ai servizi e alle attività sociali o culturali che verranno ospitate all’interno della struttura. Inoltre, per garantire una rapida ricaduta positiva sui territori, il cronoprogramma prevede che i progetti debbano essere conclusi entro il termine massimo di 18 mesi dalla data di concessione del finanziamento.

Risorse disponibili e massimali di spesa

La dotazione finanziaria complessiva stanziata dalla Regione Lazio per l’annualità 2026 ammonta a 3.000.000 Euro. Il contributo è concesso a fondo perduto e può coprire fino al 100% dei costi ammissibili (al netto di eventuali quote di cofinanziamento che l’ente deciderà autonomamente di sostenere).

Il valore massimo del contributo erogabile per ciascun singolo progetto è pari a 200.000 Euro. Per assicurare una copertura omogenea del territorio, i fondi complessivi sono stati così ripartiti:

Destinatari dei FondiQuota RiservataMassimale per Progetto
Roma Capitale, municipi e Città Metropolitana600.000 Euro200.000 Euro
Altri Comuni del Lazio e Province2.400.000 Euro200.000 Euro

Come prepararsi alla scadenza del 21 settembre 2026

Trattandosi di una procedura valutativa, per gli enti locali del Lazio è prioritario avviare tempestivamente la fase di progettazione tecnica ed economica. La progettazione non deve limitarsi alla sola componente edilizia (ristrutturazione e recupero volumetrico), ma deve definire con chiarezza il modello di governance e la sostenibilità futura dei servizi sociali o culturali che prenderanno vita all’interno degli spazi rigenerati.

I canali digitali della Regione Lazio sono attivi per la trasmissione della documentazione ufficiale entro e non oltre la data di scadenza fissata per il 21 settembre 2026.

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