Ddl su merito e carriere: obiettivo modernizzare le Pa
La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge sulla valutazione della performance e sullo sviluppo della carriera dirigenziale nelle pubbliche amministrazioni, proposto dal ministro per la PA Paolo Zangrillo. Il provvedimento ha ottenuto 147 voti favorevoli e 90 contrari e passa ora all’esame del Senato.
Secondo il ministro, il testo rappresenta «una tappa fondamentale nel percorso di modernizzazione del settore pubblico», con l’obiettivo di superare una logica puramente burocratica e rafforzare un modello organizzativo orientato ai risultati, capace di offrire servizi più efficienti a cittadini e imprese.
Valutazione della performance: più merito e obiettivi misurabili
Il cuore della riforma è il rinnovamento del sistema di misurazione e valutazione della performance del personale, dirigente e non dirigente.
Tra le novità principali:
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obiettivi più chiari e misurabili, con tempistiche definite per la loro assegnazione;
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collegamento diretto tra valutazione e retribuzione di risultato, che dovrà essere proporzionale al punteggio conseguito;
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introduzione di limiti alle valutazioni apicali, che non potranno superare il 30% del totale, per evitare appiattimenti verso l’alto e rendere effettiva la selettività del sistema.
L’intento dichiarato è promuovere un vero cambiamento culturale, in cui il merito diventa leva di crescita organizzativa e non mero adempimento formale.
Carriera dirigenziale: nuovi canali di accesso
Il ddl interviene anche sulle modalità di accesso alla dirigenza, con l’obiettivo di valorizzare le competenze maturate all’interno della PA e, allo stesso tempo, mantenere canali selettivi strutturati.
Dirigenza di seconda fascia
I posti saranno ripartiti secondo tre canali:
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50% tramite corso-concorso della Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA);
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20% tramite concorsi banditi dalle singole amministrazioni;
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30% tramite selezione riservata al personale interno con:
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almeno 5 anni nell’area funzionari, oppure
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almeno 2 anni nell’area delle elevate qualificazioni.
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Dirigenza di prima fascia
Per la prima fascia, il 50% dei posti sarà riservato a dirigenti di seconda fascia con adeguata anzianità e valutazioni positive, attraverso un percorso selettivo e comparativo basato anche sull’osservazione sul campo.
Commissioni indipendenti e garanzie di trasparenza
Per rafforzare imparzialità e credibilità delle selezioni, la valutazione sarà affidata a una Commissione indipendente di 7 membri, composta da:
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4 dirigenti generali della stessa amministrazione,
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2 esperti di valutazione del personale provenienti da altre amministrazioni o dal settore privato,
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un presidente dirigente generale di un’altra amministrazione.
I componenti saranno estratti a sorte. Parteciperanno ai lavori, senza diritto di voto, anche il dirigente sovraordinato al candidato e un membro dell’OIV con funzioni di supporto.
Le fasi della selezione
Il percorso di accesso alla dirigenza si articola in più momenti:
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Valutazione della performance e dei comportamenti organizzativi, con colloquio attitudinale e relazione del dirigente sovraordinato, comprensiva di indicatori di leadership.
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Prove scritte e orali, per verificare competenze tecniche e gestionali.
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Fase di incarico e osservazione, con incarichi di durata massima triennale, rinnovabili una sola volta.
Dopo quattro anni dal primo incarico, in presenza di valutazione positiva, è previsto l’inserimento nei ruoli.
“Attrarre e trattenere talenti”
«Vogliamo costruire una Pubblica amministrazione capace di attrarre e trattenere talenti», ha dichiarato Zangrillo. «Non si tratta solo di nuove regole, ma di un cambiamento culturale che valorizzi leadership, responsabilità e capacità di innovare».
L’obiettivo finale, ha concluso il ministro, è mettere le persone nelle condizioni di crescere professionalmente e contribuire in modo più efficace al miglioramento dei servizi pubblici.
Fonte: Sky TG24 – www.tg24.sky.it
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