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Dipendenti pubblici: le ore di formazione quintuplicate nel 2025

Le ore di formazione nella PA passano da 6 a oltre 30 all’anno. L’obiettivo fissato dal ministro Zangrillo è 40 ore annue per ogni dipendente pubblico. Ecco cosa cambia per full-time e part-time.

Formazione nella PA: un salto senza precedenti

L’impegno sulla formazione nella Pubblica amministrazione segna un cambio di passo rilevante. A inizio anno il ministro Paolo Zangrillo ha emanato una direttiva che fissa un obiettivo chiaro: ogni dipendente pubblico deve svolgere almeno 40 ore di formazione annue, indipendentemente dal ruolo ricoperto. Il progresso compiuto in questi mesi è consistente. Nel 2022 i dipendenti dedicavano mediamente appena 6 ore all’aggiornamento professionale; oggi la media supera le 30 ore. «Vogliamo arrivare almeno a 40 ore, facendo della formazione un vero obiettivo di performance», ha ricordato Zangrillo intervenendo all’evento “Essere PA: La formazione che genera valore”, ospitato a Perugia.
Il ministro ha sottolineato che la Pubblica amministrazione è al centro di trasformazioni profonde e che la capacità di leggere la complessità deve affiancare lo sviluppo delle competenze tecniche, soprattutto in un momento in cui digitalizzazione e innovazione ridefiniscono processi e servizi.

Obbligo delle 40 ore: cosa prevede la direttiva del 14 gennaio 2025

Formazione come obiettivo di performance per dirigenti e personale

La direttiva del 14 gennaio 2025 inserisce la formazione tra gli obiettivi di performance dei dirigenti, che devono garantire il coinvolgimento attivo dei dipendenti nei percorsi di crescita professionale. Non solo un diritto, quindi, ma un obbligo organizzativo.
L’obbligo minimo delle 40 ore annue riguarda tutto il personale della PA, full-time e part-time, nonché i neoassunti. Tuttavia, per queste ultime due categorie, il numero di ore può essere riparametrato in base alla reale presenza in servizio nel corso dell’anno. Una previsione che evita distorsioni e garantisce equità nella distribuzione degli impegni formativi, mantenendo al tempo stesso l’obiettivo generale di innalzare il livello delle competenze in tutta la macchina amministrativa.

Syllabus e nuovi strumenti: verso un ecosistema formativo pubblico

Corsi, piattaforme e progetti per rafforzare le competenze della PA

La crescita della formazione è supportata da strumenti innovativi e piattaforme digitali. Tra questi, Syllabus – il portale nazionale dedicato ai percorsi di apprendimento – rappresenta il cuore dell’offerta formativa. Oggi propone circa 100 corsi e raggiunge più di 9.000 amministrazioni, coinvolgendo complessivamente oltre 650.000 dipendenti pubblici.
A questo si affiancano i Poli formativi territoriali, che hanno l’obiettivo di diffondere la formazione in modo più capillare, e il progetto PerForma PA, pensato per accompagnare circa 150 amministrazioni in programmi mirati allo sviluppo delle competenze chiave. Completano il quadro i percorsi “Essere PA” e “Leadership e performance”, dedicati al potenziamento della leadership e delle capacità manageriali dei dirigenti e dei responsabili di struttura.
L’unione di queste iniziative definisce un ecosistema formativo integrato, capace di sostenere le grandi trasformazioni digitali, regolatorie e organizzative che interessano l’intera PA.

Fonte: Pa magazine – www.pamagazine.it

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