Fondo Politiche Famiglia 2026: come i Comuni possono valorizzare i nuovi 35 milioni di euro?
Con la registrazione della Corte dei Conti si è concluso l’iter del decreto di riparto del Fondo per le politiche della famiglia 2026, firmato dalla Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella.
Il provvedimento mette a disposizione complessivamente 89.150.802,00 euro per l’anno 2026, suddivisi in due macro-aree d’intervento:
- Competenze regionali e degli Enti Locali (35.000.000,00 euro): finalizzate direttamente al potenziamento dei Centri per la Famiglia.
- Competenze statali (54.150.802,00 euro): destinate a iniziative nazionali promosse dal Ministero a sostegno dei nuclei familiari.

Dalle risorse alle risposte: la sfida dei Comuni e il supporto di Leganet
Dietro ai numeri del decreto ci sono i bisogni quotidiani delle persone. Le famiglie italiane vivono un momento di profonda trasformazione: gestire le fragilità emotive degli adolescenti, orientarsi tra i pericoli del digitale o superare la solitudine dei primi mesi di genitorialità richiede ascolto, empatia e prossimità.
I Comuni e i servizi sociali rappresentano il primo rifugio emotivo e istituzionale per il cittadino. Tuttavia, tradurre un finanziamento pubblico in servizi concreti e accessibili è una sfida complessa, che richiede competenze gestionali e tempi di esecuzione rapidi.
Come interviene Leganet a fianco degli Enti Locali?
Per evitare che i fondi rimangano inutilizzati o vengano assorbiti da adempimenti burocratici, Leganet mette a disposizione dei Comuni il proprio servizio di Assistenza alla progettazione, gestione e rendicontazione, unito al supporto di Assistenza tecnica e organizzativa.
Attraverso una consulenza specialistica e multidisciplinare, Leganet aiuta gli Enti Locali a:
- Analizzare i bisogni del territorio: definire le priorità sociali della comunità locale per scegliere l’ambito di intervento più urgente tra quelli previsti dal decreto.
- Strutturare i Centri per la Famiglia: progettare modelli organizzativi efficienti per integrare i percorsi di alfabetizzazione digitale, supporto psicologico e sensibilizzazione sull’affido.
- Garantire la correttezza procedurale: gestire l’intero ciclo del progetto, dall’affidamento delle risorse fino alla rendicontazione finale, sollevando gli uffici comunali dai carichi amministrativi extra.
Grazie a un affiancamento costante, i Comuni possono trasformare i finanziamenti statali in opportunità concrete di benessere e inclusione per la propria comunità.
Fonte e documentazione ufficiale
Per consultare il testo del comunicato e i dettagli tecnici sul decreto di riparto, è possibile visitare la pagina ufficiale del Dipartimento per le politiche della famiglia: Leggi la notizia completa sul sito del Dipartimento per le Politiche della Famiglia
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