Pnrr: la relazione della Corte dei conti sullo stato di attuazione al primo semestre 2025
La Corte dei conti pubblica la relazione sullo stato di avanzamento del PNRR nel primo semestre 2025: obiettivi raggiunti, accelerazione della spesa, ruolo chiave di Comuni e PA nelle opere pubbliche.
Introduzione
La Corte dei conti ha pubblicato il 5 dicembre la relazione sullo stato di attuazione del PNRR nel primo semestre 2025, offrendo una fotografia del Piano in una fase che la magistratura contabile definisce “transitoria”. L’anno è stato segnato da due revisioni sostanziali: una tecnica, approvata a giugno, e una strutturale, validata a novembre, che ha modificato circa 170 misure, introdotto 10 nuovi interventi, semplificato passaggi procedurali e rimosso progetti non più coerenti con il cronoprogramma europeo. Per le Pubbliche amministrazioni e gli enti locali la relazione rappresenta uno strumento decisivo per comprendere l’andamento delle riforme, l’efficacia della spesa e il livello di maturazione degli investimenti pubblici.
Stato di avanzamento: 32 obiettivi centrati su 32
Performance delle riforme e ruolo della PA
Il primo semestre 2025 registra un risultato importante: tutti i 32 obiettivi previsti dalla Commissione europea sono stati raggiunti, portando l’avanzamento complessivo del Piano al 64%. Un risultato favorito soprattutto dall’avanzamento delle riforme legate alla Pubblica amministrazione, con progressi significativi su pagamenti, spending review, formazione del personale e competenze per gli appalti pubblici.
Parallelamente, gli investimenti hanno segnato passi avanti consistenti nei settori della digitalizzazione amministrativa, del sostegno alle imprese e del sistema educativo e della ricerca. In particolare, è stato ampiamente superato il target relativo ai crediti d’imposta per la Transizione 4.0, offrendo un impulso rilevante alle filiere produttive.
Spesa pubblica in accelerazione
Crescita degli impegni e pressione sui tempi
Sul fronte finanziario, la spesa sostenuta nel periodo ha mostrato una forte accelerazione: dai 80,9 miliardi registrati a giugno si è passati a quasi 86 miliardi ad agosto, pari all’81% delle stime contenute nel DEF per l’intero 2025. Le missioni più dinamiche sono Mobilità sostenibile, Istruzione e ricerca e Sanità, mentre continua a rallentare l’attuazione del capitolo REPowerEU.
Per Comuni ed enti territoriali questo aumento della velocità di spesa comporta una crescente pressione sulla gestione dei tempi, delle rendicontazioni e degli stati di avanzamento, soprattutto per i progetti con scadenza al 2026.
Investimenti in opere pubbliche
Cantieri in crescita, ma tempi più lunghi
La parte più significativa della relazione riguarda gli investimenti in opere pubbliche, area in cui il PNRR sta generando un volume particolarmente rilevante di lavori in corso. A giugno 2025 erano attivi cantieri per circa 78 miliardi di euro, con un incremento del numero di progetti conclusi rispetto all’anno precedente.
La criticità più evidente riguarda i tempi di realizzazione: la durata media degli interventi ha raggiunto i 533 giorni, un valore in aumento che impone una vigilanza più rigorosa sulle fasi attuative. Per le amministrazioni locali, chiamate a gestire un numero molto elevato di micro-interventi e investimenti diffusi, la Corte richiama la necessità di:
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rafforzare la gestione dei tempi, per evitare compressioni verso il 2026;
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migliorare la qualità e la selezione dei progetti, condizione essenziale affinché la spesa produca effetti reali su territori, servizi e crescita economica.
L’impatto economico del PNRR
Una crescita aggiuntiva del PIL che si consolida nel medio periodo
La relazione analizza anche gli effetti macroeconomici stimati del PNRR, aggiornati in base al profilo di spesa indicato nel Documento programmatico di finanza pubblica di ottobre 2025. Le nuove simulazioni mostrano un quadro più prudente rispetto a precedenti valutazioni governative, in parte per via della riprogrammazione e dello slittamento temporale di alcune misure.
Secondo la Corte dei conti, l’impatto riconducibile al Dispositivo di ripresa e resilienza genererà una crescita aggiuntiva del PIL pari a:
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+1,2 punti nel 2023
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circa +1 punto nel 2024 e 2025
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una nuova accelerazione negli anni successivi
Su tutto il periodo 2020-2027, l’aumento cumulato del PIL derivante dal Piano è stimato in 6,1 punti percentuali, a fronte di spese aggiuntive pari a 6,8 punti, con un moltiplicatore vicino allo 0,9. Considerando l’intero PNRR — quindi anche React-EU e PNC — il contributo positivo sulla crescita resta significativo, anche se inferiore alle stime più ottimistiche.
Considerazioni finali: cosa indica la Corte dei conti a PA e Comuni
La relazione evidenzia due aspetti chiave per le amministrazioni pubbliche:
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Il PNRR ha contribuito a spostare la spesa pubblica verso investimenti ad alto rendimento, specialmente in infrastrutture, digitalizzazione e servizi locali. È un cambio di paradigma da preservare anche oltre il 2026.
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Per massimizzare l’impatto sulla crescita non basta spendere rapidamente, ma occorre concentrare risorse su progetti di qualità, capaci di lasciare effetti duraturi sui territori e sul sistema produttivo.
Fonte: La Gazzetta degli enti locali – www.lagazzettadeglientilocali.it
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