Sicurezza urbana, i sindaci chiedono un fondo nazionale da 500 milioni
I sindaci dei Comuni capoluogo rilanciano il tema della sicurezza urbana e chiedono al Governo l’istituzione di un fondo nazionale da 500 milioni di euro. L’obiettivo è rafforzare gli organici della polizia locale e delle forze dell’ordine, garantendo almeno una volante ogni 25 mila abitanti anche nelle ore notturne e potenziare in modo strutturale la videosorveglianza urbana.
La proposta è emersa durante la riunione del 22 gennaio della Consulta Anci dei Comuni capoluogo, coordinata dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai.
Fondo nazionale per la sicurezza urbana: la proposta dei sindaci
I primi cittadini chiedono un intervento strutturale dello Stato per sostenere i Comuni nella gestione della sicurezza sul territorio. L’idea è quella di creare un fondo unico nazionale, destinato a nuove assunzioni, al potenziamento dei presidi sul territorio e al rafforzamento delle tecnologie di controllo.
Secondo i sindaci, la sicurezza rappresenta una funzione primaria dello Stato, ma i Comuni sono pronti a fare la propria parte con strumenti adeguati e risorse certe.
Calo della polizia locale: persi 12 mila agenti dal 2009
Alla base della richiesta c’è un dato ritenuto allarmante: per recuperare i vuoti d’organico della polizia municipale, scesa da 60 mila a 48 mila effettivi dal 2009 a oggi, servono risorse straordinarie e un piano di assunzioni stabile.
Una riduzione che pesa sulla capacità di controllo del territorio, soprattutto nelle aree urbane più complesse e nelle fasce orarie serali e notturne. Da qui la richiesta di garantire almeno una volante ogni 25 mila abitanti anche di notte, così da assicurare una presenza visibile e continuativa delle forze di sicurezza.
Un nuovo patto nazionale per la sicurezza
Durante l’incontro erano presenti anche il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, e il delegato alla sicurezza Vito Leccese. Dal confronto è emersa la volontà di costruire un nuovo Patto nazionale per la sicurezza, da presentare al Governo e al Ministero dell’Interno.
L’intesa dovrebbe definire impegni chiari tra Stato ed enti locali, con l’obiettivo di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e migliorare il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali.
Videosorveglianza urbana: perché è diventata strategica
Accanto al rafforzamento degli organici, i sindaci indicano come priorità il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Le telecamere non rappresentano solo uno strumento di controllo, ma un vero e proprio moltiplicatore di sicurezza.
La videosorveglianza consente infatti di:
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monitorare in tempo reale aree sensibili e zone a rischio
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supportare le indagini grazie alla tracciabilità dei movimenti
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prevenire reati attraverso un effetto deterrente visibile
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coordinare interventi più rapidi delle pattuglie sul territorio
In un contesto di carenza di personale, la tecnologia diventa un alleato fondamentale per ottimizzare le risorse disponibili. I sindaci chiedono quindi investimenti mirati per ampliare le reti di telecamere, migliorarne la qualità e integrarle con le banche dati e le centrali operative delle forze dell’ordine.
Investimenti tra prevenzione e controllo del territorio
Il Patto in discussione prevede anche interventi su più fronti della sicurezza urbana:
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progetti di prevenzione della devianza giovanile
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contrasto ai fenomeni legati alla movida violenta
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azioni a sostegno delle situazioni di marginalità sociale
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maggiore integrazione operativa tra polizia locale e forze statali
Si punta inoltre a un riconoscimento più ampio del ruolo delle polizie locali, con accesso alle banche dati nazionali e nuove dotazioni operative.
Sicurezza urbana, i comuni chiedono risposte strutturali
La richiesta dei sindaci si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso i temi della sicurezza nelle città. L’obiettivo non è gestire emergenze temporanee, ma costruire un sistema stabile capace di coniugare presenza sul territorio, tecnologia e prevenzione.
Il fondo da 500 milioni rappresenta, nelle intenzioni dei primi cittadini, il primo passo verso una strategia nazionale condivisa per rendere le città più sicure e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Fonte: Il Sole 24 Ore – www.ilsole24ore.com
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