Umbria approva il Piano di sicurezza urbana 2025-2026: 330mila euro per progetti e prevenzione
Approvato il Piano sicurezza urbana 2025-2026 in Umbria: 330mila euro per progetti dei Comuni, assistenza alle vittime e collaborazione con l’Università di Perugia.
Approvato l’Atto di programmazione per la sicurezza urbana
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza l’Atto di programmazione in materia di sicurezza urbana 2025-2026, presentato da Palazzo Donini. Il provvedimento si basa sulla legge regionale n.13/2008, che disciplina la promozione del sistema integrato di sicurezza urbana e il diritto alla sicurezza dei cittadini.
Lo stanziamento complessivo ammonta a 330mila euro, suddivisi in 165mila euro per ciascun anno del biennio 2025-2026.
Le risorse: assistenza alle vittime e sostegno ai Comuni
Il piano conferma i Patti per la sicurezza di Perugia e Terni, con un contributo annuale di 35mila e 25mila euro rispettivamente.
Sono inoltre previsti 30mila euro per l’assistenza alle vittime di reati e, dal 2026, 10mila euro per una convenzione triennale con l’Università degli Studi di Perugia.
La parte più consistente dei fondi – 90mila euro nel 2025 e 80mila nel 2026 – sarà destinata a bandi per i Comuni umbri, singoli o associati, volti a finanziare progetti per la sicurezza urbana, la prevenzione e la rigenerazione degli spazi pubblici.
Le priorità del piano: sicurezza, prevenzione e inclusione
Le parole del relatore di maggioranza
Il consigliere Francesco Filipponi, relatore di maggioranza, ha sottolineato che l’Atto di programmazione “rafforza un modello integrato di sicurezza intesa non solo come ordine pubblico, ma come benessere complessivo delle comunità”.
Il piano sostiene la collaborazione tra Regione, Comuni, Forze dell’Ordine, Università e società civile, con azioni mirate a:
-
potenziare le dotazioni tecnologiche delle Polizie locali;
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rigenerare aree urbane degradate;
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migliorare l’illuminazione pubblica e la sicurezza pedonale e ciclabile;
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attivare progetti di videosorveglianza e gestione della movida;
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promuovere iniziative sociali e culturali per la coesione territoriale.
Cofinanziamento e criteri di accesso ai fondi
Grazie a un emendamento approvato in Prima commissione, sono state introdotte misure a favore dei piccoli Comuni, riducendo la quota di cofinanziamento richiesta.
I contributi regionali copriranno fino al:
-
75% dei costi per Comuni medio-grandi;
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85% per Comuni sotto i 30mila abitanti;
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95% per progetti in forma associata.
Il bando potrà essere riaperto qualora rimangano fondi residui, così da permettere la partecipazione anche ai Comuni esclusi nella prima fase.
Le osservazioni della minoranza
La relatrice di minoranza Laura Pernazza ha espresso un giudizio “critico ma costruttivo”, evidenziando la scarsa dotazione finanziaria del piano rispetto ai bisogni reali dei territori.
Secondo Pernazza, “170mila euro in due anni sono insufficienti a finanziare interventi di rigenerazione urbana”.
Ha inoltre chiesto di ridurre ulteriormente la soglia dei piccoli Comuni, attualmente fissata a 30mila abitanti, e di dare priorità ai territori meno finanziati nei bandi precedenti.
La consigliera ha infine proposto di potenziare i sistemi di videosorveglianza integrati e di “trasformare la sicurezza urbana in una vera priorità strategica regionale”.
L’impegno della Giunta regionale
L’assessore Francesco De Rebotti ha annunciato la volontà di rafforzare il piano con ulteriori risorse economiche e di affinare gli strumenti normativi, anche in collaborazione con la Commissione.
“Serve – ha detto – una visione di sicurezza territoriale, che unisca rigenerazione urbana e coesione sociale. È nostra intenzione aumentare gli investimenti, anche utilizzando fondi FSC dedicati alla riqualificazione urbana”.
Ha inoltre espresso disponibilità a rivedere la soglia demografica dei Comuni e a favorire la progettazione condivisa tra enti locali, per una gestione più efficace delle risorse.
Fonte: Regione Umbria – www.consiglio.regione.umbria.it
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