Logistica urbana nei PUMS: la Guida del MIT per adeguare i Piani ai requisiti TEN-T
I Comuni e le Città metropolitane che devono colmare le lacune dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) in materia di mobilità merci hanno da oggi un quadro metodologico di riferimento. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato la «Guida operativa per la logistica urbana nei PUMS», elaborata dalla Struttura Tecnica di Missione (STM) il 23 ottobre 2026 e resa disponibile il 28 ottobre 2026.
Il documento definisce i contenuti minimi necessari per adeguare i Piani ai requisiti del Regolamento (UE) 2024/1679, rispettando le modalità stabilite dal Decreto Direttoriale n. 213 del 16 giugno 2026 per i nodi urbani della rete TEN-T.
Perché serve la Guida operativa sulla logistica urbana nei PUMS
Il Regolamento europeo sulla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) impone ai nodi urbani l’adozione di PUMS conformi agli articoli 40, 41 e all’Allegato V, nei quali la logistica urbana deve essere strutturata all’interno del quadro conoscitivo, dello scenario di piano e delle attività di monitoraggio.
A luglio 2026, la Direzione generale per il TPL ha evidenziato come l’analisi della domanda di mobilità merci sia tra i punti più critici nei Piani locali, risultando spesso assente o limitata a descrizioni generiche. La Guida si inserisce nel Programma nazionale di sostegno ai PUMS (Misure 1 e 2) per fissare uno standard minimo omogeneo.
In breve: L’adeguamento della sezione logistica non richiede studi complessi costosi: la Guida fornisce un metodo standardizzato basato principalmente su dati già disponibili presso l’ente.

Cosa non viene richiesto agli enti locali
Per facilitare l’adeguamento da parte dei Comuni e non appesantire i procedimenti, il livello minimo di analisi stabilito dal MIT non prevede:
- indagini sul campo dirette presso operatori logistici o commercianti;
- costruzione di matrici origine/destinazione per le merci;
- modelli complessi di simulazione del traffico;
- acquisto di banche dati commerciali private;
- richieste di parametri specifici al Ministero.
Il metodo si fonda sull’utilizzo di open data o informazioni già in possesso dell’Amministrazione, integrati da un rilievo sul campo di ridotta estensione. Gli enti con dati più avanzati possono allegarli, ma dovranno comunque calcolare gli indici standard nazionali per garantire la comparabilità tra nodi urbani.
Il metodo di analisi: Indice di Pressione Logistica (IPL) e Hotspot
La metodologia introdotta dalla STM del MIT si basa su due indicatori principali e sull’individuazione di criticità puntuali:
| Indicatore / Elemento | Definizione | Soglia di Criticità |
| Indice di Pressione Logistica (IPL) | Rapporto tra consegne giornaliere stimate e capacità degli stalli di carico/scarico per zona. | $\ge 1$ |
| Indice di Congestione (IC) | Confronto tra tempi di percorrenza in ora di punta e traffico fluido sugli archi di accesso. | $\ge 1,3$ |
| Hotspot | Tratti viari con conflitti critici tra carico/scarico e TPL, pedoni, ciclabilità o sicurezza. | Genera criticità locale immediata. |
L’Indice di Congestione non incide sul calcolo dell’IPL né colpevolizza i veicoli merci, ma l’uso combinato dei due indici consente di classificare l’area in quattro scenari (nessuna criticità, sola criticità logistica, sola criticità di accessibilità, o compresenza di entrambe).
Procedura operativa in 5 passi per i Comuni
- Zonizzazione: Suddivisione del territorio aggregando sezioni di censimento ISTAT (minimo 5 zone per la Classe A fino a 100k ab.; 8 zone per la Classe B tra 100k e 250k ab.; 12 zone per la Classe C oltre 250k ab.).
- Stima della domanda: Calcolo delle consegne stimate applicando coefficienti nazionali a tre classi di attività commerciali e alla popolazione residente. I poli logistici, supermercati, mercati e ospedali vengono censiti a parte come “generatori speciali”.
- Censimento dell’offerta: Mappatura degli stalli merci, delle relative fasce orarie e della disciplina degli accessi (ZTL, varchi, finestre temporali).
- Rilievo e calcolo indici: Rilevazione dell’occupazione impropria degli stalli (almeno 2 giornate feriali non consecutive con 4 passaggi al giorno) e calcolo degli indici IPL e IC, inclusa un’analisi di sensitività ($\pm 25\%$ della domanda).
- Azioni e monitoraggio: Definizione di almeno un’azione mirata per ciascuna zona risultata critica.
Regole di applicazione per le Città Metropolitane
Per le Città metropolitane (Classe D), la procedura si articola in due ambiti distinti:
- Nucleo: Comprendente il capoluogo e i Comuni sopra i 20.000 abitanti, o dotati di ZTL, poli logistici o grandi strutture di vendita. In quest’area si applica la procedura completa in 5 passi.
- Corona: Comprendente i restanti Comuni. Si applica una procedura semplificata limitata a un’unica zona coincidente con il centro commerciale abitato, senza necessità di calcolare l’Indice di Congestione.
Valutazione ex-ante degli interventi e documenti da trasmettere
Per quanto riguarda l’impatto atteso dalle misure pianificate, il ricalcolo ex ante dell’IPL è consentito solo per interventi certi e documentati (es. stesura di nuovi stalli o ampliamento orario). Per le misure immateriali o comportamentali (sensori, prenotazioni stalli, cargo bike, microhub) non si applicano riduzioni automatiche: l’ente indicherà uno “scenario-obiettivo condizionato” da verificare ex post.
Per ritenere soddisfatto il livello minimo ai fini della conformità, l’atto di integrazione trasmesso alla Direzione Generale TPL deve contenere 5 elaborati coerenti:
- Mappa delle zone;
- Analisi della domanda;
- Mappatura dell’offerta;
- Indici e mappa delle criticità;
- Piano delle azioni e monitoraggio (con 10 indicatori minimi annuali o biennali).
La verifica ministeriale valuterà esclusivamente la presenza e la coerenza formale degli elaborati, fornendo un giudizio binario di conformità senza stilare graduatorie.
Modelli Excel di supporto e contatti MIT
Il Ministero ha reso disponibili due modelli di calcolo in formato Excel per facilitare il lavoro dei tecnici:
- Modello Comuni singoli (per classi demografiche A, B e C);
- Modello Città metropolitane (per classe D).
Tali fogli di calcolo elaborano automaticamente l’IPL, la sensitività e la classe di criticità, ma fungono da strumenti di supporto e non sostituiscono le relazioni tecniche richieste. La Guida suggerisce l’impiego di figure professionali con competenze nella pianificazione dei trasporti (settore CEAR-03/B, ex ICAR/05), pur non vincolando la conformità a tale requisito.
Gli enti interessati ad avere chiarimenti o supporto procedurale possono rivolgersi direttamente alla Struttura Tecnica di Missione tramite e-mail ordinaria (segreteria.nuovastm@mit.gov.it) o PEC (segreteria.nuovastm@pec.mit.gov.it).
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