Attività educative non formali, via libera alla delega: più sostegno ai Comuni e al Terzo settore
La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Legge 23 luglio 2026, n. 135 segna una svolta per il sistema di welfare e d’istruzione integrata a livello territoriale. Il provvedimento delega il Governo ad adottare, entro il termine di nove mesi (con entrata in vigore della legge fissata al 13 agosto 2026), uno o più decreti legislativi per riordinare, sviluppare e sostenere le attività educative e ricreative non formali destinate a bambini e adolescenti.
Per i dirigenti dei Servizi Sociali e dell’Istruzione, i Segretari Comunali e gli amministratori locali, la legge delega definisce nuove opportunità operative volte a contrastare la povertà educativa e a valorizzare la rete delle risorse territoriali.
1. Obiettivi della riforma e target di intervento
La legge orienta i futuri decreti attuativi verso l’integrazione delle misure già avviate con la Legge di Bilancio 2025, definendo priorità e ambiti d’azione chiari:
- Inclusione e famiglie fragili: Vengono individuate come prioritarie le misure a sostegno dei nuclei familiari con minori con bisogni educativi speciali o disabilità e delle famiglie numerose.
- Ambiti di promozione didattico-ricreativa: Le attività sosterranno laboratori scientifici e tecnologici (discipline STEM), attività artistiche, musicali, sportive ed educative.
- Flessibilità organizzativa: Le iniziative potranno svolgersi presso scuole, centri estivi e servizi socio-educativi, incentivando anche forme di gestione associata tramite accordi tra Comuni limitrofi.
2. Il ruolo strategico del Terzo settore e l’uso degli spazi scolastici
La legge individua nell’alleanza tra Pubblica Amministrazione e realtà del territorio il motore della nuova governance educativa locale:
- Co-programmazione e Co-progettazione: Gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi che svolgono attività di oratorio o analoghe assumono un ruolo centrale. Il loro coinvolgimento avverrà mediante l’applicazione strutturale degli istituti di sussidiarietà orizzontale previsti dal Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017).
- Convenzioni per l’uso degli immobili scolastici: I Comuni avranno la facoltà formale di stipulare convenzioni con gli istituti scolastici per l’utilizzo degli spazi ed edifici scolastici al di fuori dell’orario delle lezioni, per lo svolgimento di attività educative e ricreative, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
3. Tavolo tecnico e risorse finanziarie a disposizione
Per accompagnare la governance della misura, la Legge n. 135/2026 individua precisi strumenti di supporto e stanziamenti dedicati:
- Istituzione del Tavolo tecnico: Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, un decreto del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità istituirà un Tavolo tecnico dedicato all’educazione non formale. L’organismo offrirà supporto agli Enti Locali per la diffusione di best practice e modelli di affidamento semplificato.
- Risorse stanziate: Il fondo per l’attuazione della delega prevede una copertura finanziaria pari a 3,5 milioni di euro per il 2026, 4 milioni di euro per il 2027 e 1 milione di euro annuo a decorrere dal 2028.
Quadro sinottico della Legge n. 135/2026
| Parametro | Dettaglio normativo |
| Entrata in vigore | 13 agosto 2026 |
| Termine delega al Governo | 9 mesi dall’entrata in vigore |
| Strumenti di partecipazione | Co-programmazione e co-progettazione (D.Lgs. 117/2017) |
| Utilizzo immobili | Convenzioni Comuni-Scuole per uso spazi |
| Risorse finanziarie | 3,5 mln € (2026), 4 mln € (2027), 1 mln € dal 2028 |
Indicazioni operative per le amministrazioni locali
In vista dell’adozione dei decreti legislativi attuativi, i competenti uffici degli Enti Locali dovrebbero avviare fin da subito:
- La mappatura degli spazi scolastici idonei a ospitare le attività educative non formali nei periodi extra-scolastici o estivi;
- L’aggiornamento dei regolamenti comunali per l’applicazione degli istituti di co-progettazione con gli enti del Terzo settore;
- La ricognizione dei bisogni dei nuclei familiari con minori con disabilità o famiglie numerose per la corretta destinazione dei futuri avvisi pubblici.