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Leganet City Talk 2 – Città vivibili, decisioni reali: la pianificazione al servizio della governance

Amministrare oggi la mobilità urbana significa affrontare trasformazioni rapide e continue, legate ai cambiamenti ambientali, infrastrutturali, demografici e sociali.

Senza un Piano Urbano del Traffico, un Comune rischia di subire la congestione viaria e l’inefficienza dei flussi. Senza una visione strategica di più ampio respiro, come quella offerta dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, diventa più difficile governare gli spostamenti, la sosta, il trasporto pubblico e la transizione ecologica. Allo stesso modo, senza un’analisi rigorosa dei dati di traffico e senza strumenti di simulazione dinamica, le amministrazioni rischiano di intervenire in modo non coordinato, con possibili ricadute sulla circolazione e sulla sicurezza stradale.

La risposta, quindi, non è subire il traffico, ma governarlo.

In questa prospettiva, Leganet ha proposto un tavolo di discussione con l’obiettivo di mettere a confronto esperienze amministrative diverse, provenienti da città grandi e piccole, aree urbane dense, territori rurali e aree interne, per individuare criticità comuni, buone pratiche e possibili strumenti di governance.

Luca Abbruzzetti, Sindaco di Riano e Presidente ALI Lazio

Luca Abbruzzetti ha aperto il confronto richiamando l’attenzione sulle difficoltà che gli enti locali incontrano nella gestione dei servizi di mobilità, soprattutto quando cambiano gli assetti organizzativi e finanziari a livello regionale.

A partire dall’esperienza del Lazio, ha ricordato le criticità emerse nel passaggio alla nuova organizzazione del trasporto pubblico locale, con la costituzione delle unità di rete e il coinvolgimento di Astral. Secondo l’esperienza riportata, il nuovo assetto ha prodotto situazioni differenti tra i comuni: in alcuni territori il servizio è stato esteso, mentre in altri sono state ridotte corse e collegamenti, con ripercussioni soprattutto sugli studenti e sui cittadini che utilizzano il trasporto pubblico per raggiungere il luogo di lavoro.

Da qui la necessità, secondo Abbruzzetti, di una progettazione della mobilità che tenga insieme sostenibilità, continuità dei servizi e caratteristiche specifiche dei territori.

Il tema assume ulteriore rilevanza anche alla luce dell’aumento dei costi dei carburanti e del peso crescente della mobilità sui bilanci delle famiglie.

Abbruzzetti ha quindi sottolineato il valore della collaborazione tra amministratori locali e partner tecnici, soprattutto per quei Comuni che devono fare i conti con una cronica carenza di personale e di competenze specialistiche.

La progettazione, l’innovazione tecnologica e la capacità di trasformare le esigenze del territorio in progetti finanziabili diventano, in questa prospettiva, strumenti essenziali per rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali.

Alessandro Broccatelli, Presidente Leganet

Alessandro Broccatelli ha evidenziato come la mobilità sia stata per lungo tempo considerata una materia secondaria nell’agenda amministrativa, mentre oggi assume un ruolo sempre più centrale nelle politiche locali.

La mobilità, infatti, non riguarda esclusivamente il funzionamento della rete stradale o dei trasporti. Incide sull’organizzazione del territorio, sulle relazioni tra comuni, sulle scelte abitative, sulla demografia, sull’attrattività economica e sulla qualità della vita.

Per questo motivo è necessario superare una visione esclusivamente comunale e considerare la mobilità all’interno di sistemi territoriali più ampi, caratterizzati da interconnessioni tra comuni, aree urbane, territori regionali e reti nazionali ed europee.

Broccatelli ha insistito inoltre sulla necessità di affiancare alla pianificazione tecnica una vera e propria cultura della mobilità. Prima degli strumenti — PUT, PUMS, infrastrutture e sistemi tecnologici — deve esserci una riflessione sul modello di territorio e sugli stili di vita che si intendono promuovere.

La tecnologia, ha sottolineato Broccatelli, sta evolvendo rapidamente e può essere utilizzata anche nei centri piccoli e medi per trasformare le decisioni amministrative in interventi concreti e misurabili.

Paolo De Maio, Sindaco di Nocera Inferiore

Paolo De Maio ha portato l’esperienza di Nocera Inferiore, città di circa 45.000 abitanti caratterizzata da una forte densità abitativa e da un territorio fortemente urbanizzato. La situazione attuale è anche il risultato delle trasformazioni urbanistiche degli anni Settanta e Ottanta, che hanno prodotto un territorio difficile da riorganizzare.

L’amministrazione ha approvato nel 2022 il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, utilizzandolo come strumento per programmare interventi sulla mobilità, dalle rotatorie alle piste ciclabili fino al potenziamento del trasporto pubblico.Particolare attenzione è stata dedicata anche al trasporto scolastico, che è stato istituzionalizzato e organizzato per servire una rete articolata di istituti e plessi scolastici. In un territorio caratterizzato dalla continuità urbana tra numerosi comuni dell’Agro nocerino-sarnese, il trasporto scolastico rappresenta infatti uno strumento concreto per ridurre gli spostamenti individuali in automobile.

Tra gli interventi realizzati è stato inoltre citato un nuovo svincolo autostradale accompagnato da un parcheggio all’ingresso della città, nell’ambito degli investimenti resi possibili dal PNRR.L’amministrazione ha lavorato anche sul miglioramento della qualità degli spazi urbani, sulla riduzione del consumo di suolo e sulla mobilità ciclabile.Un ulteriore intervento riguarda l’ampliamento della Zona a Traffico Limitato nel centro urbano, realizzato attraverso sistemi di controllo elettronico.

De Maio ha sottolineato, tuttavia, che modificare le abitudini dei cittadini è uno degli aspetti più complessi delle politiche sulla mobilità. Quando si riduce l’accessibilità automobilistica a determinate aree, è necessario offrire alternative adeguate e accompagnare progressivamente la popolazione verso nuovi comportamenti.

L’obiettivo finale rimane quello di migliorare la qualità della vita urbana attraverso un insieme coordinato di infrastrutture, servizi e politiche ambientali.

Giovanni Di Pangrazio, Sindaco di Avezzano

Giovanni Di Pangrazio ha concentrato il proprio intervento sul rapporto tra mobilità e aree interne.

Avezzano rappresenta un centro di riferimento per un territorio molto più ampio, quello della Marsica, e deve quindi affrontare il problema dello spopolamento e della progressiva marginalizzazione delle aree interne.La mobilità, in questo contesto, non è soltanto una questione infrastrutturale, ma uno strumento per contrastare l’isolamento dei territori, favorire l’accesso ai servizi e creare condizioni favorevoli alla permanenza dei giovani.

Di Pangrazio ha richiamato alcune proposte avanzate nell’ambito del confronto sulle politiche europee per le aree interne, tra cui il miglioramento della connettività, misure di fiscalità di vantaggio, incentivi alla residenzialità e interventi specifici per le zone economicamente e territorialmente più fragili.

Ha inoltre sottolineato la necessità di coinvolgere maggiormente i Comuni nella definizione delle politiche pubbliche, valorizzando la conoscenza diretta dei territori da parte degli amministratori locali.Sul piano della mobilità sostenibile, Avezzano sta sviluppando un sistema di percorsi ciclopedonali attraverso il recupero di infrastrutture ferroviarie dismesse.

Il progetto, denominato “Via delle Stelle”, prevede la trasformazione di un vecchio tracciato ferroviario in un percorso urbano e territoriale destinato a collegarsi con aree di interesse naturalistico, storico e archeologico, tra cui i Cunicoli di Claudio.L’obiettivo è creare una rete di circa 30 chilometri capace di svolgere contemporaneamente una funzione di mobilità quotidiana, valorizzazione ambientale e promozione turistica.

Stefano Risoli, Assessore alla Mobilità di Collecchio

Stefano Risoli ha illustrato la situazione di Collecchio, comune emiliano-romagnolo di circa 15.000 abitanti inserito in un’Unione di cinque comuni.

Il territorio è attraversato da importanti direttrici nazionali e da consistenti flussi di traffico commerciale, anche in ragione della posizione tra i principali nodi autostradali del Nord Italia.Una delle principali criticità riguarda quindi il traffico di attraversamento, che interessa sia il capoluogo sia le frazioni.

L’amministrazione ha scelto di investire sul trasporto pubblico locale, creando collegamenti tra le frazioni e il capoluogo e cercando di ridurre gli spostamenti individuali verso servizi sanitari, scolastici e attività extrascolastiche.

Un ruolo importante è stato assegnato alla tecnologia. Grazie a una rete di telecamere è possibile monitorare costantemente i flussi di traffico all’interno dell’Unione dei Comuni.Questo sistema consente di conoscere le direzioni dei flussi e di intervenire sulla viabilità per distribuire diversamente il traffico e ridurre le congestioni nelle ore di punta.

Risoli ha richiamato anche la necessità di superare una logica di interventi realizzati “a spot”, soprattutto per quanto riguarda la mobilità ciclabile.Una pista ciclabile che non garantisce continuità e sicurezza rischia infatti di essere percepita come poco utile e di non essere utilizzata.

Tra le criticità evidenziate è stata infine ricordata la debolezza dei collegamenti ferroviari, particolarmente importante per un territorio vicino ai grandi centri urbani.

Giuseppe Nicastro, Assessore ai Lavori Pubblici di Vittoria

Giuseppe Nicastro ha presentato l’esperienza di Vittoria, città siciliana di oltre 65.000 abitanti caratterizzata da un importante settore agricolo, dal mercato ortofrutticolo, dalla presenza della frazione marinara di Scoglitti e dalla vicinanza dell’aeroporto di Comiso.

L’amministrazione si è trovata a operare dopo un lungo periodo di commissariamento e ha utilizzato in maniera significativa le opportunità offerte dal PNRR per recuperare ritardi infrastrutturali.Tra gli interventi citati figurano la realizzazione di oltre due chilometri di pista ciclabile nell’area di Scoglitti, la riqualificazione del lungomare e ulteriori progetti destinati a estendere la rete ciclabile lungo la costa.

È stato inoltre realizzato un percorso ciclopedonale nella Valle del Lippari, con un investimento superiore ai 4,5 milioni di euro, destinato a valorizzare il patrimonio naturalistico e storico dell’area.Per Nicastro, la mobilità sostenibile deve tuttavia essere accompagnata dalla sicurezza. Da qui il richiamo agli interventi di videosorveglianza e alla realizzazione di una pista di atterraggio per l’elisoccorso collegata all’ospedale cittadino.

L’assessore ha inoltre posto l’accento sulla difficoltà degli enti locali nel gestire gli interventi sulle infrastrutture da parte dei gestori dei servizi, come quelli relativi alla fibra ottica.La carenza di personale rende infatti difficile controllare gli scavi, coordinare gli interventi e verificare il corretto ripristino delle strade.

Da qui la richiesta di una maggiore capacità amministrativa e di una riforma degli enti locali che consenta ai Comuni di disporre di personale e competenze adeguate.Nicastro ha inoltre richiamato il problema della liquidità degli enti locali, soprattutto quando i finanziamenti regionali vengono erogati con tempistiche incompatibili con quelle necessarie per pagare le imprese che eseguono i lavori.

Alberto Rossi, Sindaco di Seregno

Alberto Rossi ha affrontato il tema della mobilità partendo dalle caratteristiche di Seregno e, più in generale, della Brianza, uno dei territori maggiormente urbanizzati e densamente abitati d’Italia.

La riflessione centrale riguarda il modello urbano ereditato dalla pianificazione del passato: città progettate prevalentemente per le automobili producono inevitabilmente spazi urbani dominati dall’auto.

Da qui la necessità di ripensare la città come spazio destinato innanzitutto alle persone.Rossi ha portato l’esperienza del progetto di trasporto pubblico gratuito o fortemente agevolato per i minori di 14 anni, che ha prodotto un significativo aumento dell’utilizzo del trasporto pubblico da parte degli studenti.

Secondo il sindaco, tuttavia, gli interventi infrastrutturali devono essere accompagnati da un cambiamento culturale.

La sicurezza stradale deve inoltre tornare a essere una priorità della pianificazione. Non può essere separata dalla manutenzione delle strade, dalla qualità degli spazi pubblici e dalla progettazione urbana.Rossi ha sottolineato la necessità di superare una logica di finanziamenti frammentati destinati a singole opere, privilegiando invece una visione territoriale e intercomunale.

Da qui due proposte. La prima riguarda la creazione di un fondo nazionale per la mobilità dei territori, capace di finanziare non soltanto singole infrastrutture ma soprattutto l’intermodalità e i collegamenti tra sistemi di trasporto.La seconda riguarda la possibilità di introdurre strumenti attraverso i quali chi genera grandi trasformazioni urbanistiche e grandi flussi di mobilità contribuisca alla gestione dei nuovi carichi infrastrutturali.

L’esempio richiamato è quello dei grandi insediamenti logistici, che possono modificare profondamente i flussi di traffico di un territorio.

Sonia Cambursano, Sindaca di Strambino e Consigliera della Città metropolitana di Torino

Sonia Cambursano ha posto l’accento sulla necessità di evitare che la mobilità sostenibile diventi un privilegio delle grandi città.I territori piccoli e rurali, ha sottolineato, hanno esigenze diverse e necessitano di investimenti specifici, soprattutto sull’intermodalità e sui collegamenti tra i centri minori e le città.

In molte aree, infatti, l’automobile non rappresenta semplicemente una scelta, ma una necessità determinata dall’assenza di alternative.Da qui il richiamo al concetto di “transport poverty”, ovvero alla difficoltà di accesso ai servizi di mobilità che può colpire soprattutto le popolazioni residenti nelle aree rurali e periferiche.

Cambursano ha inoltre affrontato il tema della mobilità scolastica, sottolineando l’opportunità di ridurre il traffico nelle aree circostanti le scuole e di creare spazi più sicuri per bambini e famiglie.Piazze scolastiche, strade scolastiche, percorsi pedonali e ciclabili possono diventare strumenti di trasformazione urbana e, contemporaneamente, di educazione a nuovi comportamenti.

Un ulteriore ambito di intervento è rappresentato dal Mobility Management, inteso come strumento per mettere in relazione imprese, scuole e territori e organizzare in maniera più efficiente gli spostamenti casa-lavoro.

Tra le possibili soluzioni figurano car pooling aziendale, navette territoriali e sistemi integrati di mobilità. Cambursano ha infine sottolineato che la governance della mobilità non può essere esclusivamente comunale.Città metropolitane e Province possono svolgere un ruolo di regia nella pianificazione, mentre devono essere previste risorse strutturali dedicate anche alla mobilità periurbana e rurale.

Investire nelle alternative all’auto privata nelle aree esterne ai grandi centri, portato la prospettiva di un piccolo comune, Tollo, circa 4.000 abitanti, dove il trasporto pubblico locale è praticamente assente e l’automobile rappresenta ancora il principale str ha concluso, significa anche intervenire sulle disuguaglianze economiche e sociali.

Angelo Radica, Presidente ALI Abruzzo e Sindaco di Tollo

Angelo Radica ha portato la prospettiva di un piccolo comune, Tollo, circa 4.000 abitanti, dove il trasporto pubblico locale è praticamente assente e l’automobile rappresenta ancora il principale strumento di mobilità quotidiana.

In questo contesto, l’amministrazione ha scelto di concentrarsi sulla mobilità ciclabile e sulla rimozione delle barriere architettoniche.Sono stati realizzati nuovi percorsi ciclopedonali e riqualificati percorsi già esistenti, arrivando a una rete complessiva di circa 4,4 chilometri.

Il Comune dispone inoltre di un sistema di bike sharing con circa 30 biciclette.La mobilità ciclabile viene considerata non soltanto come strumento di spostamento quotidiano, ma anche come leva di attrattività turistica, attraverso il collegamento con le grandi ciclovie nazionali.

Radica ha evidenziato tuttavia un problema ricorrente nella programmazione pubblica: la frammentazione degli interventi.La realizzazione di singoli tratti senza completare l’intero percorso rischia di produrre infrastrutture non pienamente funzionali.

Il cambiamento, inoltre, non è soltanto una questione culturale: è anche una questione economica. Le soluzioni sostenibili possono avere costi di realizzazione e manutenzione rilevanti, soprattutto nei piccoli Comuni con capacità di investimento limitata.

Per questo motivo, secondo Radica, servono risorse pluriennali capaci di sostenere nel tempo la mobilità quotidiana e quella turistica, integrando infrastrutture esistenti e nuovi collegamenti.

Loredana Devietti Goggia, Sindaca di Ciriè

Loredana Devietti Goggia ha evidenziato come la mobilità sostenibile sia diventata negli anni una questione sempre più complessa, nella quale si intrecciano ambiente, qualità dell’aria, costi energetici, sviluppo economico e coesione sociale.

L’esperienza di Ciriè dimostra l’importanza strategica delle infrastrutture ferroviarie.La riqualificazione e il potenziamento della linea Torino-Ceres hanno permesso di collegare direttamente Ciriè e le Valli di Lanzo con il centro di Torino e con la stazione di Porta Susa.

Per il territorio si tratta di un cambiamento significativo, perché consente di raggiungere il capoluogo senza utilizzare necessariamente l’automobile.Il lavoro dell’amministrazione si concentra ora anche sul rafforzamento dei collegamenti tra le valli e le stazioni ferroviarie, attraverso il trasporto pubblico su gomma e sistemi di mobilità integrata.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla connessione tra bicicletta e ferro, attraverso interventi di “bike to rail”.

Devietti ha raccontato anche l’esperienza della pedonalizzazione di un’importante arteria commerciale cittadina, sottolineando quanto sia complesso intervenire sulle abitudini consolidate dei cittadini e degli operatori economici.

La scelta, tuttavia, è stata assunta come parte di una strategia più ampia di trasformazione urbana.

Claudio Troisi, Direttore tecnico e amministratore di Incoset

Claudio Troisi ha affrontato il tema dal punto di vista tecnico e della pianificazione dei trasporti, sottolineando innanzitutto che le soluzioni adottate nelle grandi città non possono essere semplicemente trasferite nei piccoli Comuni.

I territori minori presentano caratteristiche specifiche e richiedono strumenti proporzionati alla loro struttura urbana e alle loro effettive esigenze.

Troisi ha richiamato il concetto di pianificazione strategica di prossimità e quello della “città dei 15 minuti”, adattandolo però alle caratteristiche dei territori italiani e, in particolare, dei piccoli centri.La localizzazione dei grandi attrattori, secondo questa impostazione, dovrebbe essere coordinata con la disponibilità dei sistemi di trasporto, evitando di collocare funzioni strategiche in aree difficilmente accessibili.

Per le aree rurali e i piccoli comuni possono inoltre essere sperimentati sistemi di trasporto pubblico flessibile e a chiamata.

Un altro tema affrontato è quello della logistica dell’ultimo miglio.La crescita dell’e-commerce ha modificato profondamente il trasporto delle merci e prodotto un aumento dei veicoli commerciali che entrano quotidianamente nei centri urbani.Anche questi flussi devono essere governati attraverso strumenti di pianificazione.

Troisi ha infine posto il problema dell’adeguatezza dell’attuale normativa sulla pianificazione della mobilità e della progettazione stradale.

Secondo il contributo tecnico presentato, gli strumenti di pianificazione dovrebbero essere aggiornati per tenere conto dell’attuale livello di motorizzazione, dell’invecchiamento della popolazione, delle esigenze dei pedoni e delle persone con mobilità ridotta e della necessità di una maggiore sicurezza stradale.

La progettazione delle strade, quindi, non dovrebbe essere centrata esclusivamente sulla velocità dei veicoli, ma considerare la sicurezza e l’accessibilità di tutti gli utenti.

Ivan Taurino, Partner Art4ct

Ivan Taurino ha illustrato le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale e dalla computer vision nell’ambito della gestione della mobilità.

Il punto di partenza è la disponibilità, da parte dei Comuni, di numerose telecamere già installate per finalità di sicurezza e controllo del territorio.Questi sistemi possono essere utilizzati anche per trasformare le immagini in dati utili alla pianificazione e alla gestione della mobilità.

Attraverso la computer vision è possibile monitorare automaticamente i flussi di traffico, individuare anomalie, rilevare situazioni di congestione e fornire informazioni utili all’amministrazione in tempo reale.Il passaggio fondamentale consiste quindi nel trasformare il flusso video in dati strutturati e utilizzabili.

L’intelligenza artificiale può inoltre essere impiegata per sviluppare sistemi predittivi, capaci di segnalare con anticipo la formazione di un ingorgo o rilevare comportamenti non consentiti, come l’ingresso di veicoli in aree riservate.La tecnologia viene quindi proposta non come sostitutiva della pianificazione, ma come strumento a supporto delle decisioni amministrative.

Conclusioni

Nel suo intervento conclusivo, Luca Abbruzzetti ha ringraziato gli amministratori e i partner tecnici per le esperienze condivise.

Il confronto ha evidenziato come non esista un unico modello di mobilità applicabile indistintamente a tutti i territori.Le esigenze di una città densamente urbanizzata sono differenti da quelle di un piccolo comune rurale; allo stesso modo, le aree interne, i territori turistici, le città attraversate da grandi flussi commerciali e i comuni inseriti nelle aree metropolitane richiedono strumenti differenti.

È emerso però un elemento comune: la mobilità deve essere considerata sempre più come una componente strategica della governance territoriale.

La pianificazione deve essere integrata, basata sui dati e capace di superare i confini amministrativi quando i flussi di persone e merci li oltrepassano.PUT, PUMS, trasporto pubblico, ciclabilità, intermodalità, sicurezza stradale, logistica e tecnologie digitali devono quindi essere ricondotti a una visione complessiva.

Il confronto tra amministratori consente, in questo senso, di condividere esperienze e soluzioni che possono essere adattate ai diversi contesti locali.

La sfida per i Comuni non consiste semplicemente nel realizzare nuove infrastrutture, ma nel costruire sistemi di mobilità capaci di migliorare concretamente la qualità della vita, sostenere lo sviluppo dei territori e rendere le città e le comunità più accessibili, sicure e resilienti.Ho mantenuto anche le parti più “politiche” degli interventi — ad esempio le richieste di riforma, di nuove risorse e di revisione normativa — ma le ho rese come posizioni espresse dai singoli amministratori, senza trasformarle in affermazioni oggettive.

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