PNRR: adottate le linee guida per la chiusura degli interventi. Scadenze e novità sulla nona rata
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) entra nella sua fase cruciale, il cosiddetto “ultimo miglio”. Con l’adozione delle nuove Linee Guida operative, il Governo fornisce ai Comuni e ai soggetti attuatori la bussola necessaria per completare i progetti e garantire l’erogazione dei fondi europei.
Contemporaneamente, l’Italia incassa un successo diplomatico ed economico con il via libera della Commissione Europea al pagamento della nona rata.
Linee guida PNRR 2026: cosa cambia per i soggetti attuatori
Le Linee Guida, adottate dalla Struttura di missione della Presidenza del Consiglio d’intesa con l’Ispettorato Generale del MEF, nascono per assicurare uniformità in una fase delicata: la positiva conclusione degli interventi.
Le scadenze imperatrici: 30 giugno e 31 agosto 2026
Il calendario stabilito è rigidissimo e non ammette deroghe per gli interventi con obiettivi fissati al secondo trimestre del 2026:
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30 giugno 2026: Termine ultimo per l’ultimazione fisica dei lavori e delle attività.
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31 agosto 2026: Scadenza per la finalizzazione di tutta la documentazione di rendicontazione sulla piattaforma ReGiS.
Attenzione: Qualsiasi attività realizzata o documentata dopo il 31 agosto 2026 non sarà considerata valida ai fini del raggiungimento di target e milestone, comportando l’inammissibilità della spesa.
Rendicontazione finale: i documenti indispensabili
Per certificare la chiusura dei progetti, i soggetti attuatori devono produrre atti precisi che attestino il conseguimento dei risultati. I modelli semplificati allegati alle Linee Guida includono:
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Certificato di ultimazione lavori: Per le opere pubbliche.
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Certificato di regolare esecuzione/fornitura: Per l’acquisto di beni e servizi.
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Attestazione del RUP: Necessaria laddove i documenti tecnici non contengano tutte le informazioni richieste (CUP, CIG, descrizione obiettivi).
La documentazione deve essere caricata su ReGiS entro 5 giorni dalla conclusione delle attività per garantire la tracciabilità richiesta dalla Commissione Europea.
L’Italia corre: approvata la nona rata da 12,8 miliardi
Mentre i territori si preparano alla chiusura, il livello centrale ottiene la valutazione positiva per la nona rata. Si tratta di 12,8 miliardi di euro che portano il totale delle risorse ricevute dall’Italia a 166 miliardi.
Obiettivi raggiunti e impatto concreto
Il pagamento è legato al conseguimento di 50 obiettivi strategici, tra cui:
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Istruzione: Supporto a 800.000 studenti contro la dispersione scolastica.
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Sanità: Implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base.
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Giustizia: Digitalizzazione di oltre 7,7 milioni di fascicoli giudiziari.
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Ambiente: Riduzione delle perdite idriche su 45.000 km di rete.
Il Ministro Tommaso Foti ha sottolineato come l’Italia sia oggi al primo posto in Europa per obiettivi raggiunti (73% del totale), consolidando un modello basato non solo sulla spesa, ma su riforme strutturali.
Consigli per i Comuni e gli Enti Locali
Per non rischiare di perdere i finanziamenti in questa fase finale, è essenziale:
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Monitorare i tempi: Allinearsi immediatamente al termine del 30 giugno 2026 per la chiusura dei cantieri.
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Verificare i dati su ReGiS: Assicurarsi che i certificati caricati siano conformi ai requisiti minimi indicati nelle nuove Linee Guida.
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Consultare i modelli ufficiali: Utilizzare la modulistica semplificata fornita dalla Struttura di Missione per evitare errori formali nella rendicontazione.
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