Revisione appalti Ue 2026: nuovo regolamento europeo
Il quadro normativo dei contratti pubblici si appresta a vivere una trasformazione epocale. La Commissione Europea ha annunciato la presentazione, fissata per l’inizio di settembre 2026, di una proposta di revisione radicale del sistema degli appalti comunali e nazionali.
La vera discontinuità risiede nello strumento giuridico adottato: per la prima volta non si tratterà di una direttiva, bensì di un Regolamento europeo. Ciò comporta un’applicazione diretta e uniforme in tutti gli Stati membri per i contratti sopra la soglia comunitaria, senza necessità di recepimento nazionale.
Per i RUP, i Dirigenti dell’Area Tecnica, i Responsabili delle Centrali Uniche di Committenza (CUC) e i Segretari Comunali, si apre una fase di adeguamento procedurale di primissimo piano.
1. Lo strumento del regolamento e l’impatto sul codice appalti italiano
La scelta di unificare le attuali direttive (settori ordinari, settori speciali e concessioni) in un unico Regolamento europeo risponde all’esigenza di semplificare e armonizzare la disciplina comunitaria.
Come conviverà con il D.Lgs. 36/2023?
- Sotto la soglia comunitaria (5,4 milioni di euro per i lavori; 140 mila euro per servizi e forniture): Il Codice dei Contratti Pubblici italiano (D.Lgs. 36/2023) rimarrà in vigore, confermando l’ampio ricorso alle procedure semplificate e agli affidamenti diretti.
- Sopra la soglia comunitaria: Troverà applicazione diretta il Regolamento UE. La procedura ordinaria di riferimento diventerà la procedura aperta con negoziazione, in cui la PA potrà invitare gli operatori a negoziare alcune condizioni dell’offerta.
Elemento di attenzione per la PA: Restano da chiarire gli impatti sulle clausole sociali e di tutela del lavoro. I sindacati hanno già sollevato perplessità sul rischio che il nuovo quadro UE possa indebolire le tutele del nostro Codice relative all’obbligo di applicazione dei contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentativi.
2. Digitalizzazione e algoritmi nella selezione delle offerte
Tra le innovazioni tecnologiche più rilevanti figura l’introduzione di procedure dinamiche semplificate pensate per l’acquisto ricorrente di beni e servizi a elevata standardizzazione.
Nelle gare con una base potenziale di partecipanti molto ampia, la PA potrà avvalersi di algoritmi per selezionare i soggetti da invitare alla fase finale di negoziazione. Le regole di funzionamento e di trasparenza dell’algoritmo saranno definite tramite specifici atti attuativi dell’Esecutivo comunitario, al fine di garantire i principi di parità di trattamento e non discriminazione.
3. Appalti verdi obbligatori: efficienza energetica al centro
Il testo del nuovo Regolamento rafforza il ruolo del Green Public Procurement (GPP), trasformandolo da criterio premiale a vincolo operativo prioritario.
Le stazioni appaltanti, nell’acquisto di beni, servizi e lavori, saranno tenute ad acquistare esclusivamente prodotti e forniture ad altissima performance energetica, ogni volta che ciò sia tecnicamente ed economicamente fattibile. Questo principio orienterà la redazione dei capitolati e dei criteri di valutazione fin dalla fase di progettazione della gara.
4. Clausola di reciprocità e principio del “Buy European”
Sul fronte della politica commerciale e della sicurezza economica, il Regolamento introduce tutele senza precedenti per le imprese comunitarie:
- Esclusione di Paesi terzi privi di reciprocità: Le PA avranno la facoltà di escludere dalle gare gli operatori economici provenienti da Paesi extra-UE che non garantiscono parità di accesso alle imprese europee nei propri mercati pubblici.
- Clausola “Buy European”: Sarà possibile inserire nei bandi requisiti di partecipazione o criteri di preferenza che valorizzino la filiera e i prodotti realizzati all’interno dell’Unione Europea, a tutela dei settori strategici.
Quadro sinottico delle novità
| Ambito | Assetto attuale | Nuovo regolamento UE 2026 |
| Fonte normativa | Direttive UE recepite dai Codici Nazionali | Regolamento UE a diretta applicazione |
| Soglie d’applicazione | Regime differenziato | Riservato alle gare sopra soglia comunitaria |
| Selezioni ricorrenti | Accordi Quadro / Sistemi Dinamici tradizionali | Procedure dinamiche gestite da Algoritmi |
| Criteri ambientali | Criteri Ambientali Minimi (CAM) nazionali | Obbligo di scelta per alta efficienza energetica |
| Operatori extra-UE | Regole generali di partecipazione | Clausola di reciprocità e preferenza UE |
Prospettive e azioni per le stazioni appaltanti
In vista del mese di settembre e dell’iter di approvazione del Regolamento, le stazioni appaltanti sono chiamate a:
- Monitorare gli sviluppi istituzionali circa l’articolazione della contrattazione integrativa e la tenuta delle clausole sociali del D.Lgs. 36/2023.
- Pianificare i fabbisogni sopra soglia per strutturare le future gare dinamiche in chiave digitale;
- Aggiornare le competenze dei RUP in materia di sostenibilità energetica e analisi degli algoritmi di gara;