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Ritardo nei Fondi ai Comuni: a Rischio gli Stipendi di Luglio e i Pagamenti ai Fornitori

Si allungano i tempi per l’erogazione dell’acconto sul Fondo di solidarietà comunale, la principale risorsa di entrata nei bilanci degli enti locali. Con un valore complessivo di 7,19 miliardi di euro per l’anno in corso, il ritardo accumulato dalla burocrazia centrale rischia di mettere a dura prova la tenuta finanziaria di oltre 5.000 amministrazioni.

I numeri dell’emergenza: 3,5 miliardi di euro bloccati

L’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha lanciato un forte allarme, definendo la situazione «insostenibile» e segnalando le prime difficoltà concrete nell’assicurare la liquidità necessaria per il pagamento degli stipendi di luglio.

I dati evidenziano la portata del problema:

  • 3,5 miliardi di euro: l’importo della prima rata attesa dai Comuni.
  • 5.000 enti locali coinvolti: distribuiti tra Regioni a Statuto ordinario, Sicilia e Sardegna.
  • Calendario fuori tempo massimo: storicamente i trasferimenti avvengono tra maggio e giugno (con picchi di efficienza a marzo nel 2020 ed aprile nel 2021).

Le cause del blocco: tra burocrazia e passaggi formali

A differenza di altre annualità, la ritardata erogazione non deriva da modifiche normative della manovra finanziaria o da complicazioni tecniche legate alla platea dei beneficiari.

L’intesa sui criteri di riparto era già stata raggiunta in Conferenza Unificata il 21 gennaio. Tuttavia, l’iter procedurale ha subito un forte rallentamento: il provvedimento, annunciato nella Conferenza Stato-Città a metà giugno, si trova tuttora in attesa di registrazione presso la Corte dei Conti.

Le conseguenze sull’economia locale e sulle imprese

L’impatto di questo cortocircuito burocratico non minaccia soltanto l’operatività interna degli enti locali, ma rischia di generare un effetto domino sull’intero tessuto economico territoriale.

Il rischio per i fornitori: la mancanza di liquidità immediata costringe gli enti locali a rallentare il saldo delle fatture commerciali a favore delle imprese fornitrici di beni e servizi.

Un paradosso per i Comuni italiani che, negli ultimi anni, avevano registrato progressi significativi riducendo i tempi di pagamento ai fornitori a una media di 16,1 giorni di anticipo rispetto alle scadenze di legge, contribuendo in modo determinante agli obiettivi del PNRR e all’uscita dalle procedure d’infrazione europee

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