Dipendenti pubblici: aumenti fino a 664 euro nel 2026, tutte le novità su Irpef e salario accessorio
Nel 2026 aumentano gli stipendi dei dipendenti pubblici grazie al taglio dell’Irpef e alla detassazione del salario accessorio. Incrementi fino a 664 euro annui per circa tre milioni di lavoratori.
Aumenti per i dipendenti pubblici nel 2026: cosa cambia con la nuova Legge di Bilancio
Nel 2026 i dipendenti statali vedranno crescere le proprie buste paga grazie a due interventi chiave: la riduzione dell’Irpef e la detassazione del salario accessorio.
La misura complessiva, che interesserà quasi tre milioni di lavoratori pubblici, potrà garantire aumenti fino a 56 euro al mese, pari a 664 euro l’anno.
Un intervento che mira a restituire potere d’acquisto e a rendere più dinamiche le retribuzioni del pubblico impiego, dopo anni di stagnazione salariale.
Taglio Irpef 2026: la seconda aliquota scende dal 35% al 33%
Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore la riduzione della seconda aliquota Irpef, che passerà dal 35% al 33%.
La misura avrà effetti positivi per tutti i contribuenti, ma inciderà in modo più significativo sui lavoratori con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, fascia in cui rientra la maggior parte dei dipendenti pubblici.
Quanto si risparmia in base al reddito
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Reddito da 30.000 euro: risparmio di circa 144 euro annui
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Reddito da 40.000 euro: vantaggio di 384 euro annui
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Reddito da 50.000 euro: beneficio di 440 euro annui
Per un funzionario con 36.000 euro lordi, l’aumento netto sarà di circa 28 euro al mese. Un incremento contenuto ma stabile, che contribuirà a ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente.
Chi guadagnerà di più nel pubblico impiego
Secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato, i redditi medi più alti nel pubblico impiego si registrano nel comparto sanità, con circa 43.000 euro lordi annui, seguiti dalle funzioni centrali (ministeri, Inps, Inail e agenzie fiscali) con circa 41.000 euro.
Più indietro si collocano le funzioni locali (33.700 euro) e la scuola, dove docenti e personale Ata guadagnano poco più di 33.000 euro.
Le categorie con redditi medio-bassi – scuola ed enti locali – saranno quelle che trarranno il beneficio percentualmente maggiore dal taglio dell’aliquota, grazie all’effetto più incisivo sulle fasce intermedie di reddito.
Detassazione del salario accessorio: nuova agevolazione da 380 milioni
Oltre al taglio dell’Irpef, la Legge di Bilancio 2026 introduce la detassazione del salario accessorio, con uno stanziamento di 380 milioni di euro.
Per i dipendenti con redditi fino a 50.000 euro, le somme legate a premi di risultato e indennità variabili saranno tassate con un’aliquota agevolata del 15%, anziché quella ordinaria.
L’agevolazione si applicherà su un importo massimo di 800 euro annui, generando vantaggi fino a 144 euro per i redditi medi e 224 euro per chi percepisce 50.000 euro.
Si tratta di una misura che punta a incentivare la produttività e a introdurre maggiore flessibilità nella gestione dei premi nella Pubblica Amministrazione.
Aumenti medi in busta paga: le simulazioni per il 2026
Combinando la riduzione dell’Irpef e la detassazione del salario accessorio, gli aumenti previsti nel 2026 saranno:
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35.000 euro lordi → +24 euro netti al mese
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40.000 euro lordi → +32 euro netti al mese
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50.000 euro lordi → +56 euro netti al mese (circa 664 euro l’anno)
L’effetto sarà più marcato nei comparti con una maggiore diffusione dei premi di produttività – sanità e funzioni centrali – e più contenuto in scuola ed enti locali, dove la componente accessoria è ridotta.
Rinnovo dei contratti pubblici 2025-2027: nuove risorse e aumenti
Parallelamente agli interventi fiscali, il 2026 aprirà la nuova stagione contrattuale per il pubblico impiego.
Sono previsti fondi aggiuntivi per:
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Enti locali: 150 milioni di euro per incrementare le indennità del personale comunale.
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Scuola: 220 milioni di euro destinati a docenti e personale Ata.
Queste risorse, unite ai benefici fiscali della manovra, delineano una prospettiva di crescita salariale stabile e programmata, che potrà consolidare il potere d’acquisto dei lavoratori pubblici nel medio periodo.
2026, anno di rilancio per i redditi pubblici
Il 2026 segnerà un passaggio chiave per il pubblico impiego.
Tra taglio dell’Irpef, detassazione del salario accessorio e nuovi fondi contrattuali, i dipendenti statali potranno contare su aumenti complessivi fino a 664 euro annui, in un percorso di progressivo recupero del potere d’acquisto e di valorizzazione del lavoro nella Pubblica Amministrazione.
Fonte: Il Sole 24 Ore – www.ilsole24ore.com
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