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Riscossione enti locali ed entrate comunali: quando scatta l’obbligo di affidamento ad AMCO

La disciplina per il recupero coattivo delle entrate tributarie ed extratributarie dei Comuni registra un’importante svolta. L’articolo 25 del Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144 (convertito con modificazioni dalla Legge 5 ottobre 2026, n. 174) modifica la normativa preesistente sull’articolo 2 del DL n. 193/2016, introducendo l’ingresso operativo di AMCO S.p.A. nella gestione dei crediti degli enti locali.

Per gli enti che registrano un’incapacità strutturale nel recupero delle proprie somme pendenti, il ricorso a questo strumento non sarà facoltativo, ma obbligatorio su indicazione del MEF.

Analizziamo il funzionamento della norma, i parametri per il calcolo delle soglie critiche e le azioni da intraprendere subito negli uffici finanziari e tributari.

Il quadro normativo: la svolta dell’articolo 25 del DL 144/2026

Il quadro legale dell’operazione trae origine dall’articolo 1, comma 662, della Legge di Bilancio 2026, che ha aperto la porta alla gestione coattiva delle entrate patrimoniali e tributarie locali tramite società pubbliche specializzate.

La regolamentazione di dettaglio è stata definita dal DL n. 144/2026 (convertito in Legge n. 174/2026), che ha ridisegnato l’articolo 2 del DL n. 193/2016 per introdurre tre direttrici operative:

  1. Affidamento facoltativo: gli enti locali possono scegliere deliberatamente di avvalersi di AMCO.
  2. Affidamento obbligatorio: imposto agli enti locali che non raggiungono le prestazioni minime di smaltimento dei crediti.
  3. Gestione dei crediti discaricati: regolamentazione dei flussi in precedenza affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Principio di titolarità del credito: I crediti oggetto di riscossione restano di esclusiva proprietà dell’ente locale. AMCO opera esclusivamente in veste di gestore e coordinatore del servizio, senza acquisire la titolarità delle somme dovute.

Cos’è AMCO e quale ruolo assume nella riscossione coattiva

AMCO (Asset Management Company S.p.A.) è una società d’intermediazione finanziaria e gestione crediti partecipata interamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Nata dall’esperienza della SGA per il risanamento bancario, l’azienda si è consolidata nella gestione dei crediti deteriorati (NPL e UTP).

Nel nuovo modello organizzativo della riscossione per gli enti locali, AMCO non sostituisce in toto le strutture operative territoriali. La società agisce come head contractor e centrale di coordinamento, strutturando l’attività attraverso questa ripartizione delle funzioni:

  • AMCO S.p.A.: cura la pianificazione strategica, la governance, il monitoraggio dei risultati, la rendicontazione contabile e la supervisione delle procedure.
  • Operatori privati abilitati: le attività materiali di esecuzione e contatto con la morosità sono delegate a soggetti privati iscritti all’albo degli accertatori e riscossori (art. 53 del D.Lgs. n. 446/1997), selezionati da AMCO tramite procedure competitive.

Tasso di smaltimento residui sotto il 35%: i criteri dell’obbligo

L’elemento di maggiore impatto contabile risiede nel comma 2-ter dell’art. 2 del DL n. 193/2016, introdotto dalla riforma del 2026. L’affidamento ad AMCO diviene vincolante quando il tasso di smaltimento dei residui attivi dell’ente risulta inferiore alla soglia del 35%.

Regole applicative e deroghe previste dalla legge

  • Triennio di riferimento: Il tasso si calcola sulla media dei risultati conseguiti negli ultimi tre esercizi approvati relativi alle entrate tributarie ed extratributarie.
  • Fonte dati BDAP: Per la verifica si utilizzano esclusivamente i dati trasmessi dai Comuni e dagli enti locali alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP).
  • Omissioni contabili: L’obbligo scatta automaticamente anche nei confronti degli enti che, nell’ultimo quadriennio, non abbiano trasmesso in BDAP i rendiconti di almeno tre esercizi consecutivi.
  • Correttivi e deroghe: La legge stabilisce specifiche clausole di salvaguardia, quali l’esclusione dall’obbligo per gli enti la cui massa complessiva dei residui sia contenuta (inferiore al 15% degli accertamenti del periodo).
  • Decreto MEF: L’obbligo di affidamento non è ad efficacia diretta automatica: spetta a un decreto annuale del Ministero dell’Economia e delle Finanze identificare in modo formale l’elenco degli enti tenuti ad adeguarsi.

Durata della convenzione e profilo dei costi

L’attivazione del servizio avviene mediante l’adozione di una delibera consiliare o di giunta (a seconda degli assetti statutari dell’ente) e la firma di una convenzione tipo.

  • Durata contrattuale: La convenzione ha una durata base di 5 anni, rinnovabile automaticamente una sola volta per un ulteriore quinquennio, salvo disdetta nei termini previsti.
  • Tempistiche per gli enti obbligati: I Comuni inseriti nel decreto annuale del MEF devono approvare l’affidamento entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento ministeriale in Gazzetta Ufficiale.

Ripartizione degli oneri economici

Tipologia di CostoSoggetto a caricoRiferimento normativo
Remunerazione del servizio AMCOEnte locale richiedenteIn corso di definizione con Decreto attuativo MEF
Spese di notifica ed esecutiveDebitore morosoLimiti della normativa di riscossione vigente
Spese legali e cautelariDebitore morosoLimiti della normativa di riscossione vigente
Interessi di moraDebitore morosoNormativa generale entrate locali

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