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Decreto Ambiente 2026, cosa cambia per i Comuni: risorse, bonifiche e nuove misure

Il nuovo Decreto Ambiente introduce risorse per i Comuni, rafforza gli interventi di bonifica e interviene sulle procedure di valutazione ambientale. Tra le misure principali, 200 milioni di euro per la Terra dei Fuochi e un Fondo da 11 milioni l’anno destinato ai Comuni dal 2027.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 2 ottobre 2026 il nuovo Decreto Ambiente, un provvedimento che interviene su bonifiche, gestione degli eventi ambientali e climatici, rischio idrogeologico ed economia circolare.

Come evidenziato da ANSA, tra gli interventi di maggiore rilievo figura lo stanziamento di 200 milioni di euro per la Terra dei Fuochi, insieme alla semplificazione delle procedure per le bonifiche dei siti contaminati.

Fondo da 11 milioni l’anno per i Comuni

Una delle novità più interessanti per le amministrazioni locali è il nuovo Fondo per la gestione di eventi imprevedibili correlati all’ambiente e al clima, istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il Fondo avrà una dotazione di 11 milioni di euro annui a partire dal 2027 e finanzierà investimenti dei Comuni legati a situazioni ambientali che non raggiungono la soglia prevista per la dichiarazione dello stato di emergenza.

Secondo FASI, tra gli esempi rientrano le crisi del ciclo dei rifiuti e altri fenomeni di deterioramento ecologico. Il contributo potrà raggiungere 1 milione di euro per singolo evento.

Per i Comuni beneficiari è inoltre previsto il possibile ricorso al supporto tecnico-operativo delle società in house della Pubblica Amministrazione.

Terra dei Fuochi: 200 milioni per le bonifiche

Il decreto porta a 200 milioni di euro le risorse destinate agli interventi urgenti nella Terra dei Fuochi.

Il provvedimento interviene anche sulle procedure relative ai siti contaminati: la Provincia avrà 150 giorni per adottare l’ordinanza nei confronti del responsabile della potenziale contaminazione. In caso di inerzia, potrà intervenire la Regione.

La misura è stata evidenziata anche da RaiNews, che ha definito lo stanziamento uno degli elementi centrali del nuovo decreto.

VIA, bonifiche e rischio idrogeologico

Il Decreto Ambiente interviene inoltre sulle valutazioni di impatto ambientale (VIA) per i progetti PNRR e PNIEC e integra l’autorizzazione paesaggistica nel procedimento di VIA, evitando nei casi previsti un’istruttoria separata.

Come rilevato da Edilportale e INGENIO, tra le altre novità figurano le modifiche alle procedure di bonifica e le nuove disposizioni sulla gestione delle terre e rocce da scavo, con particolare attenzione ai piccoli quantitativi prodotti nei cantieri.

Sul fronte del rischio idrogeologico, gli oneri per l’assistenza tecnico-specialistica ai Commissari straordinari potranno essere imputati ai quadri economici degli interventi, entro il limite del 3% del finanziamento assegnato.

Economia circolare: nuove regole per terre da scavo e materiali riciclati

Il provvedimento introduce infine alcune modifiche in materia di economia circolare, riguardanti tra l’altro le terre e rocce da scavo, il combustibile solido secondario, la responsabilità estesa del produttore e l’impiego di plastica riciclata nelle bottiglie in PET.

Per i cantieri che producono fino a 20 metri cubi di terre e rocce da scavo sono previste specifiche possibilità di riutilizzo diretto nel sito di produzione, nel rispetto delle condizioni e delle esclusioni previste dal decreto

Cosa cambia per i Comuni

Per gli enti locali, la principale novità è rappresentata dal Fondo da 11 milioni di euro annui dal 2027, pensato per sostenere investimenti connessi a eventi ambientali e climatici imprevedibili che non configurano emergenze di protezione civile.

Il provvedimento rafforza inoltre gli strumenti per affrontare bonifiche e criticità ambientali, con 200 milioni destinati alla Terra dei Fuochi.

Per conoscere requisiti, modalità di accesso e procedure operative del nuovo Fondo sarà necessario attendere i successivi provvedimenti attuativi.a digitale del legale rappresentante e caricare il file secondo le modalità previste dalla procedura.

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