Disciplina contabile fondi PNRR: principio della correlazione tra spesa e accertamento delle entrate
Il PNRR introduce una nuova disciplina contabile basata sul principio della correlazione tra spesa e accertamento delle entrate. Ecco cosa cambia per enti e amministrazioni.
Nuova disciplina contabile per i fondi PNRR
La gestione contabile dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stata semplificata con l’introduzione dell’art. 15, comma 4, del D.L. 77/2021, che ha modificato le regole generali previste dal D.Lgs. 118/2011.
La nuova norma consente agli enti beneficiari di accertare le entrate derivanti dal PNRR sulla base del provvedimento formale di assegnazione del contributo, senza attendere l’impegno da parte dell’amministrazione erogante.
Una semplificazione importante, fondata sull’idea che il PNRR operi secondo logiche di risultato, superando le rigidità della rendicontazione tradizionale.
Il principio della correlazione tra spesa e accertamento delle entrate
La disposizione introduce una deroga al principio contabile generale dell’Allegato 4/2 del D.Lgs. 118/2011, secondo cui l’ente beneficiario può accertare l’entrata solo quando l’amministrazione erogante ha registrato l’impegno di spesa.
Nel caso del PNRR, invece, l’ente può accertare le entrate sulla base della deliberazione formale di assegnazione, indipendentemente dai tempi dell’amministrazione erogante.
Questa novità permette di:
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programmare gli impegni di spesa in base agli stati di avanzamento dei progetti;
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accertare le entrate in coerenza con il cronoprogramma degli interventi;
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evitare ritardi nella gestione contabile, favorendo una maggiore efficienza amministrativa.
Gestione contabile delle misure digitali: il meccanismo “lump sum”
Le misure PNRR dedicate alla digitalizzazione sono soggette a una disciplina particolare, basata sul meccanismo lump sum, che si discosta dalle tradizionali procedure di rendicontazione dei trasferimenti pubblici.
Come funziona il lump sum
Nel sistema lump sum, l’esigibilità dell’entrata non si realizza con la semplice assegnazione del finanziamento, ma solo al raggiungimento e alla verifica degli obiettivi previsti dal progetto.
In concreto:
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gli enti beneficiari non possono mantenere residui attivi prima della verifica degli obiettivi;
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l’imputazione contabile delle entrate avviene solo dopo l’asseverazione dei risultati;
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i flussi finanziari sono strettamente collegati all’effettiva attuazione delle misure.
Questo modello garantisce maggiore trasparenza e accountability, evitando anticipazioni di fondi non giustificate dall’avanzamento reale dei progetti.
Implicazioni operative per gli enti beneficiari
La disciplina contabile dei fondi PNRR comporta precise conseguenze pratiche per gli enti locali e le amministrazioni titolari dei progetti:
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Pianificazione finanziaria legata al cronoprogramma: la spesa deve seguire l’avanzamento fisico degli interventi;
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Monitoraggio costante dell’esigibilità delle entrate, soprattutto per le misure digitali lump sum;
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Coordinamento con l’amministrazione erogante, per garantire coerenza e regolarità contabile;
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Rispetto delle regole generali di contabilità, anche in presenza di semplificazioni PNRR.
Conclusioni e prospettive di riforma
Il principio secondo cui “nel PNRR comanda la spesa” rappresenta un passo avanti verso una gestione più flessibile dei trasferimenti pubblici. Tuttavia, l’esperienza applicativa ha evidenziato alcune aree di miglioramento:
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estendere la disciplina PNRR ad altri contributi a rendicontazione, per rendere la contabilità più dinamica;
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rafforzare i meccanismi di verifica e controllo delle entrate accertate;
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integrare il modello con gli strumenti di programmazione finanziaria degli enti locali.
In sintesi, la nuova disciplina contabile offre agli enti maggiore autonomia e rapidità, ma richiede anche rigore e monitoraggio continuo, per assicurare la corretta attuazione dei progetti e il rispetto delle regole europee.
Fonte: LavoriPubblici.it – www.lavoripubblici.it- Dipendenti pubblici: le ore di formazione quintuplicate nel 2025
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