Vai al contenuto

Il PNRR protagonista alla 42ª Assemblea ANCI

Alla 42ª Assemblea ANCI ministri, sindaci e vertici europei fanno il punto sul PNRR, sulle ultime rate e sul futuro bilancio dell’Unione Europea 2028-2034.

Il PNRR protagonista alla 42ª Assemblea ANCI

Un bilancio tra risultati, criticità e prospettive future

Il PNRR è stato al centro della 42ª Assemblea nazionale ANCI, dove ministri, amministratori locali e rappresentanti europei hanno tracciato un quadro aggiornato dello stato di avanzamento del Piano.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo ha definito un “banco di prova impegnativo”, ma anche “un’occasione straordinaria”, mentre Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle Regioni, ha ricordato la portata economica senza precedenti dei fondi europei.

Il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR Tommaso Foti ha fornito numeri chiari: 577 obiettivi raggiunti su 620, con l’Italia ormai vicina all’incasso della ottava rata, pari a 12,4 miliardi.

Sul PNRR a che punto siamo?

Le ultime rate e la sfida del post-Piano

L’Italia è in attesa della liquidazione dell’ottava rata del PNRR, mentre le amministrazioni iniziano a tracciare un quadro complessivo del lavoro svolto.
Il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri ha ribadito il ruolo trainante dei Comuni, protagonisti nell’attuazione dei progetti e nell’uso dei fondi.

La vera preoccupazione ora riguarda il “dopo PNRR”.
Secondo Tüttő, il Recovery Fund ha funzionato come risposta immediata alla crisi, ma nuovi fondi non arriveranno. Per questo, Giorgetti richiama l’urgenza di sostenere le capacità degli enti locali, oggi sotto pressione, anche attraverso la Legge di Bilancio 2026, che introduce correttivi soprattutto nel settore dei servizi sociali.

Niente proroghe al PNRR: la posizione netta di Foti

“È un programma di riforme, non solo di spesa”

Intervistato all’Assemblea, Foti è categorico: nessuna proroga è tecnicamente possibile.
Per modificarne le scadenze servirebbero tre revisioni normative europee, una delle quali da approvare all’unanimità — condizione oggi impraticabile.

Il ministro sottolinea inoltre che:

  • i Comuni hanno 65mila CUP attivi

  • gestiscono 24 miliardi di euro

  • la spesa effettiva al 40% è “in linea con le normali tempistiche dei lavori pubblici”

Sulle risorse a fondo perduto, Foti precisa che sono “relative”, poiché l’Italia resta contributore netto dell’Unione.

La struttura del prossimo bilancio europeo 2028–2034

Il nodo del Quadro Finanziario Pluriennale

Il dibattito sull’eredità del PNRR si intreccia con l’incertezza sul prossimo bilancio UE 2028–2034, che definisce i tetti di spesa per sette anni.

Gualtieri ricorda che la proposta attuale prevede un aumento dall’1,1% all’1,26% del GNI europeo, ma con un elemento critico: dal 2028 inizierà il ripagamento degli eurobond emessi per finanziare il Recovery Fund, per un totale di 149 miliardi di euro.
Questo implica inevitabili tagli, con il rischio di ridurre programmi chiave per coesione e innovazione.

Il grande fondo europeo sotto l’etichetta “Semplificazioni”

La critica della presidente Tüttő: “È una nazionalizzazione”

Kata Tüttő ha illustrato la proposta della Commissione Europea, che punta a mettere insieme tutte le politiche tradizionali (coesione, sociale, agricoltura, migrazioni, controllo dei confini) in un unico fondo etichettato come ‘Semplificazioni’.

Secondo Tüttő:

  • la proposta non è flessibile

  • sposta la complessità dal livello europeo a quello nazionale

  • dà ai governi pieni poteri sulla redistribuzione dei fondi

  • rischia di creare forti disparità tra Paesi

“Se fossi un Governo, non accetterei questa proposta”, afferma, definendola una forma di nazionalizzazione delle politiche europee che potrebbe indebolire il ruolo dell’UE.

Fonte: Italia Oggi – https://www.italiaoggi.it

Leggi anche: La Corte dei conti avverte: dopo il PNRR rischio squilibri finanziari per gli Enti Locali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *