Enti Locali: contratti scaduti e risorse limitate. Proseguono le trattative sugli stipendi dei dipendenti comunali
ROMA, 17 SETTEMBRE 2025 – La questione delle retribuzioni dei dipendenti comunali torna al centro del dibattito. A oggi, infatti, è ancora in vigore il contratto collettivo nazionale relativo al triennio 2019-2021, mentre il rinnovo per il periodo 2022-2024 non è stato ancora sottoscritto. L’assenza di un nuovo accordo mantiene fermi gli stipendi, in un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e dal conseguente calo del potere d’acquisto.
Uno dei punti più controversi riguarda la possibilità, per i lavoratori degli enti locali, di ottenere progressioni di carriera anche senza titolo universitario, sulla base dell’esperienza maturata. Una deroga che per i Comuni resterà valida fino al 31 dicembre 2025, mentre per altre amministrazioni è già stata prorogata oltre tale scadenza. La questione divide: da un lato si sottolinea l’esigenza di valorizzare il personale già in servizio, dall’altro si evidenzia il rischio di disparità di trattamento e di mancato riconoscimento del merito formativo.
Proseguono le trattative con i sindacati
Sul fronte delle trattative, i sindacati chiedono un incremento salariale adeguato a compensare gli anni di blocco e l’erosione causata dall’inflazione. Le risorse però appaiono limitate e rendono complesso il negoziato. In discussione vi è anche la possibilità di introdurre nuove forme di indennità legate alle responsabilità specifiche dei dipendenti degli enti locali, spesso chiamati a gestire pratiche e servizi fondamentali per i cittadini in condizioni di organico ridotto.
Tra le proposte in campo spicca l’istituzione di un fondo perequativo, che dovrebbe ridurre il divario retributivo tra i dipendenti degli enti territoriali e quelli delle amministrazioni centrali, da sempre meglio retribuiti. L’ipotesi è che tale misura possa trovare spazio nella legge di bilancio 2026, aprendo così un margine di manovra per nuove risorse dedicate.
In attesa di soluzioni concrete, rimane l’incertezza per decine di migliaia di lavoratori comunali, che rappresentano un presidio essenziale per l’erogazione dei servizi di prossimità ai cittadini. Senza un rinnovo contrattuale e senza un quadro chiaro sugli stipendi, il rischio è di accentuare il malcontento del personale e di rendere ancora più fragile la capacità operativa degli enti locali.
Fonte: tg24.sky.it
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