Vai al contenuto

PUMS e nuovo Regolamento UE: cosa prevede il Decreto MIT 213/2026 per i Comuni

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato il Decreto dirigenziale n. 213 del 16 giugno 2026, una misura chiave che disciplina la verifica di conformità, l’adeguamento e il monitoraggio dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS). Il provvedimento recepisce le prescrizioni degli articoli 40 e 41 del Regolamento (UE) 2024/1679 relativo alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), introducendo indicazioni chiare per tutti i nodi urbani ed enti locali. In questa guida analizziamo cosa stabilisce il Decreto MIT 213 2026 PUMS, quali enti sono interessati e quali passaggi operativi devono intraprendere i Comuni per garantire la conformità della propria pianificazione della mobilità.

In breve

  • Atto di riferimento: Decreto dirigenziale MIT n. 213 del 16/06/2026 (Registro Decreti n. 0000213).
  • Inquadramento UE: Attuazione degli articoli 40 e 41 del Regolamento (UE) 2024/1679 (RETE TEN-T e nodi urbani).
  • Oggetto: Criteri di conformità, adeguamento dei PUMS esistenti, adozione di nuovi PUMS e monitoraggio degli indicatori (KPI).
  • Destinatari: Comuni e Città Metropolitane (in particolare i nodi urbani della rete TEN-T e gli enti con obbligo o facoltà di PUMS).

Il contesto normativo: dal quadro europeo al Decreto MIT n. 213/2026

Il quadro della mobilità urbana sostenibile in Europa ha subito un’accelerazione decisiva con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1679. Tale regolamento fissa obiettivi vincolanti per i nodi urbani appartenenti alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), chiedendo un’integrazione stringente tra mobilità locale, multimodalità, decarbonizzazione dei trasporti e riduzione dell’impatto ambientale.

Per dare attuazione a queste prescrizioni comunitarie sul territorio nazionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emesso il Decreto dirigenziale n. 213 del 16 giugno 2026. Il provvedimento definisce i criteri tecnici e procedurali necessari per valutare se i PUMS già vigenti siano conformi ai parametri europei, oppure se debbono essere sottoposti a revisione e integrazione.

Cosa stabilisce il Decreto MIT 213/2026: i 3 pilastri dell’intervento

Il Decreto n. 213/2026 interviene su tre aspetti principali della pianificazione della mobilità negli enti locali:

  1. Verifica di conformità: definisce le modalità con cui l’amministrazione centrale valuta la rispondenza dei PUMS trasmessi dai Comuni e dalle Città Metropolitane rispetto ai requisiti di legge e agli indirizzi europei.
  2. Procedura di adeguamento: fissa i criteri per l’aggiornamento dei piani esistenti che necessitano di integrazioni rispetto agli articoli 40 e 41 del Regolamento (UE) 2024/1679.
  3. Sistemi di monitoraggio: stabilisce l’obbligo di tracciamento periodico dei risultati attraverso indicatori chiave di prestazione (KPI) omogenei e misurabili.

Chi sono i soggetti interessati

Il provvedimento impatta direttamente su diverse tipologie di amministrazioni locali, con livelli di priorità differenti:

Tipologia di EnteImpatto e Adempimenti Previsti
Nodi Urbani TEN-T (Città Metropolitane e grandi Comuni inseriti nella rete europea)Obbligo prioritario di adeguamento del PUMS ai requisiti degli artt. 40 e 41 del Reg. (UE) 2024/1679 entro le scadenze stabilite, pena la perdita di premialità sui finanziamenti.
Comuni sopra i 100.000 abitantiVerifica del PUMS vigente o adeguamento in occasione del primo aggiornamento utile o della revisione periodica programmata.
Comuni e Unioni di Comuni aggregatiOpportunità di adeguamento volontario o associato per accedere alle linee di finanziamento nazionali ed europee dedicate alla transizione ecologica dei trasporti.

Quali requisiti europei devono integrare i PUMS (artt. 40 e 41 Reg. UE 2024/1679)

Per superare il controllo di conformità previsto dal Decreto MIT 213/2026, i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile devono dimostrare di rispondere in modo concreto ai seguenti obiettivi fissati a livello comunitario:

  • Promozione della mobilità attiva: potenziamento delle reti ciclabili, pedonali e della micromobilità in sicurezza.
  • Decarbonizzazione del trasporto pubblico: progressiva elettrificazione o conversione a carburanti alternativi delle flotte di TPL.
  • Logistica urbana sostenibile: soluzioni per la consegna delle merci nell’ultimo miglio, con creazione di hub logistici periferici e zone a basse emissioni (LEZ).
  • Multimodalità e nodi di scambio: integrazione tariffaria e fisica tra trasporto ferroviario, TPL stradale, sharing mobility e parcheggi di interscambio.
  • Sicurezza stradale e azzeramento delle vittime: adozione di misure per la protezione degli utenti vulnerabili della strada (Vision Zero).

La procedura operativa per i Comuni: cosa fare in 4 passaggi

Per consentire agli uffici tecnici comunali di gestire correttamente l’adempimento, il percorso di adeguamento al Decreto MIT 213/2026 si sviluppa idealmente in quattro fasi consecutive.

1. Check-up del PUMS vigente

L’ente locale effettua una ricognizione analitica del piano approvato, verificando la presenza e il grado di copertura dei requisiti stabiliti dagli articoli 40 e 41 del Regolamento UE 2024/1679.

2. Redazione della variante o integrazione

Qualora emergessero lacune o mancati allineamenti, il Comune predispone una proposta di adeguamento o variante del PUMS, integrando il quadro conoscitivo, le strategie e la programmazione degli interventi.

3. Adozione, consultazione e approvazione

La variante o il nuovo PUMS segue il percorso di adozione in Giunta, pubblicazione per le osservazioni del pubblico, valutazione ambientale strategica (VAS, ove prevista) e approvazione finale in Consiglio Comunale o Metropolitano.

4. Trasmissione al MIT e attivazione del monitoraggio

Il piano approvato viene caricato sulla piattaforma del Ministero per la verifica formale di conformità. Contestualmente, l’ente avvia il monitoraggio biennale dei KPI della mobilità.

Monitoraggio e KPI: misurare i risultati per confermare i finanziamenti

Un elemento centrale richiamato dal Decreto dirigenziale n. 213/2026 riguarda il passaggio da una pianificazione puramente teorica a un monitoraggio continuo basato su dati oggettivi.

I Comuni dovranno raccogliere e trasmettere periodicamente al Ministero dati specifici relativi a:

  • Quota di ripartizione modale (modal split) tra trasporto privato, pubblico e mobilità dolce;
  • Riduzione delle emissioni di gas serra e inquinanti atmosferici derivanti dal traffico urbano;
  • Livello di accessibilità della rete di trasporto pubblico per le persone a mobilità ridotta;
  • Stato di avanzamento fisico ed finanziario delle opere e dei servizi programmati nel PUMS.

La regolare trasmissione dei dati di monitoraggio costituirà un elemento premiante per la partecipazione ai bandi ministeriali ed europei di finanziamento della mobilità urbana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LEGANET