PUMS in Italia: il Report 2025 sullo stato della mobilità sostenibile
Il futuro della mobilità urbana italiana passa per i PUMS (Piani Urbani della Mobilità Sostenibile). Il report del 2025, curato dalla Direzione Generale per il trasporto pubblico locale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, offre una fotografia dettagliata sull’attuazione di questi strumenti strategici.
Dall’analisi emerge un dato chiaro: l’Italia ha pianificato molto, ma la sfida ora si sposta sull’aggiornamento dei piani e sulla messa a terra dei progetti.
L’adozione dei PUMS: Città Metropolitane al 100%
L’adesione degli enti locali alla pianificazione sostenibile è quasi totale. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio nazionale presso il portale dell’Automobilista, la situazione a febbraio 2025 era la seguente:
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Città Metropolitane: 14 su 14 hanno adottato il piano (100%).
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Comuni > 100.000 abitanti: 28 su 29 hanno proceduto all’adozione (97%).
Complessivamente, il 98% degli enti monitorati dispone di un PUMS, segnale di un impegno diffuso nel ripensare gli spostamenti urbani.
Il nodo dell'”età” dei piani: attenzione alle scadenze
Un aspetto critico evidenziato dal report riguarda l’anzianità dei piani. La normativa vigente prevede un aggiornamento periodico, ma molti comuni hanno già superato la soglia dei 5 anni.
| Tipologia Ente | Età Media PUMS |
| Città Metropolitane | 3,43 anni |
| Grandi Comuni (>100k) | 5,51 anni |
Mentre le Città Metropolitane presentano piani mediamente più giovani, i Comuni superiori ai 100.000 abitanti mostrano un’età media superiore ai 5 anni, indicando l’urgenza di una fase di revisione e aggiornamento per restare coerenti con le evoluzioni tecnologiche e normative.
Coerenza e valutazione: le città metropolitane sono più virtuose
Il 91% dei PUMS è già stato valutato dal Tavolo Tecnico ministeriale. Tuttavia, l’analisi della coerenza con le Linee Guida rivela un divario tra enti:
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Città Metropolitane: l’83% dei piani risulta coerente.
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Grandi Comuni: la coerenza scende al 63%.
Il valore della rivalutazione: Il report sottolinea che il processo di valutazione non è punitivo, ma collaborativo. Grazie alle osservazioni del Tavolo Tecnico, molti enti hanno integrato e migliorato il proprio piano, ottenendo punteggi superiori in fase di rivalutazione, specialmente nei settori del monitoraggio e della costruzione degli scenari.
I 50 nodi urbani della rete TEN-T
In linea con il Regolamento Europeo 2024/1679, l’Italia deve monitorare 50 nodi urbani entro il 31/12/2027. Oltre alle città già citate, si sono aggiunti centri come Ancona, Aosta, Andria, Campobasso, Lecce, Potenza e Udine.
In questo gruppo specifico:
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Il 90% ha già adottato un PUMS.
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Il 70% dei piani valutati è coerente con le linee guida nazionali.
Cosa c’è dentro i PUMS? Strategie e implementazione
Grazie al progetto europeo “Italy on the move”, il report analizza le priorità dei comuni italiani. Le strategie più ricorrenti sono:
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Sviluppo della mobilità collettiva (26%): priorità assoluta al trasporto pubblico locale.
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Integrazione tra sistemi (22%): focus sulla multimodalità.
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Mobilità pedonale e ciclistica (17%): crescita dell’attenzione alla mobilità dolce.
Lo stato dell’opera: oltre la carta
Se la pianificazione è a buon punto, l’esecuzione richiede un’accelerazione. Ad oggi, il 34% delle azioni previste è in fase di esecuzione. Tuttavia, ben il 56% dei progetti si trova ancora in fasi preliminari (studio di fattibilità, progettazione o non ancora avviato).
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