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Stati Generali della Bellezza 2025, Broccatelli: “Servono dati, visione e metodo. La bellezza non basta se non è programmata”

CAVA DE’ TIRRENI, 18 LUGLIO – “La bellezza da sola non basta: servono dati, metodo, programmazione. E bisogna partire dal basso, dai territori”. Così Alessandro Broccatelli, Presidente di Leganet, ha aperto il suo intervento nel panel “La Bellezza che Governa”, durante gli Stati Generali della Bellezza 2025, promossi da ALI – Autonomie Locali Italiane, nel cuore del centro storico di Cava de’ Tirreni.

Nel suo contributo, Broccatelli ha lanciato un appello ai sindaci presenti e ai rappresentanti degli enti locali: trasformare la cultura e il turismo da parole-immagine a strumenti di pianificazione strategica.

“Il nostro contributo deve partire da noi stessi: dobbiamo essere in grado di offrirci ad una trasformazione, non solo in risposta alle politiche europee o nazionali, ma come soggetti attivi nella programmazione. Questo significa dotarsi di un documento forte, scritto, condiviso, che guidi l’azione amministrativa, che sia il faro della programmazione di medio-lungo periodo.”

Al centro del suo intervento, il tema della raccolta e gestione dei dati come base imprescindibile per qualsiasi strategia territoriale:

“Senza dati non c’è sviluppo. Abbiamo bisogno di dati statistici, numerici, di contesto, territoriali. Sono questi che ci permettono di costruire una vera agenda di sviluppo locale, che sia credibile e sostenibile. I sindaci hanno bisogno di supporto per raccoglierli, interpretarli e usarli nella programmazione.”

Il Presidente di Leganet ha affrontato anche il tema delle attuali disfunzioni nel sistema di allocazione delle risorse pubbliche, evidenziando come molte opportunità restino inutilizzate:

“Oggi ci sono ancora molte risorse ferme, mal distribuite, mal organizzate. Il ruolo delle Regioni pesa, ma ci sono strumenti che possiamo e dobbiamo attivare subito. Uno di questi è AppCoE, una misura di assistenza tecnica gratuita, che può portare più professionisti direttamente nei comuni per aiutare nella progettazione e nella pianificazione.”

In chiusura, un’osservazione su come spesso la bellezza venga affidata solo al simbolico:

“La bellezza, la cultura, il turismo… sono aggettivi che troviamo nelle deleghe degli assessori, ma senza una vera struttura operativa dietro. Ieri l’assessore di Livorno ha detto di essere titolare della ‘cura della città’: ecco, è questa la direzione giusta. Serve una funzione vera, non solo una parola affascinante.”


L’intervento si inserisce in un confronto ampio e articolato che, nella due giorni cavese, ha visto oltre 150 amministratori locali impegnati a scrivere una nuova “Carta della Bellezza”, per rilanciare il ruolo dei territori nella costruzione di uno sviluppo sostenibile e radicato nelle specificità locali.

QUI il programma completo della quarta edizione degli Stati Generali della Bellezza.

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