Aree interne e sviluppo sostenibile, il sindaco Chiassai al CNEL: “Le comunità energetiche come modello di rinascita”
Il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini al CNEL: le comunità energetiche come strumento di sviluppo sostenibile per le aree interne italiane.
Un nuovo paradigma per le aree interne italiane
Roma, 30 ottobre 2025 – Le aree interne tornano al centro del dibattito nazionale grazie al tavolo di lavoro promosso dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), in collaborazione con la Fondazione CER Italia.
Il confronto, dal titolo “Aree interne, un nuovo paradigma di sviluppo: un mondo non a parte”, ha riunito rappresentanti istituzionali, amministratori locali ed esperti per elaborare una proposta di legge dedicata ai territori fragili, strategici per il rilancio del Paese.
L’apertura dei lavori è stata affidata al presidente del CNEL, Renato Brunetta, che ha sottolineato l’importanza di un approccio basato su partecipazione, governance locale e innovazione sostenibile.
Il contributo del sindaco Chiassai: l’esperienza di CER Italia
Tra i protagonisti dell’incontro, la sindaca di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini, ha presentato l’esperienza della Fondazione CER Italia, la prima comunità energetica nazionale nata proprio a Montevarchi e oggi considerata un modello per la transizione ecologica nelle aree rurali e montane.
“Il PNRR offre strumenti decisivi per migliorare la qualità della vita nelle aree interne – ha spiegato Chiassai Martini – attraverso la missione Rivoluzione verde e transizione ecologica. Ma servono interventi mirati su servizi, digitalizzazione e sostenibilità per generare opportunità reali per giovani e famiglie.”
La sindaca ha rimarcato il ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) come leva strategica per la cooperazione tra territori e la crescita sostenibile, capace di contrastare spopolamento e marginalità.
Le energie rinnovabili come volano per la rinascita territoriale
Chiassai Martini ha illustrato i vantaggi delle fonti rinnovabili — dal fotovoltaico alle biomasse fino all’idroelettrico — nel ridurre i costi energetici e rilanciare le economie locali.
Un aspetto centrale, ha aggiunto, riguarda anche il recupero dei terreni agricoli abbandonati e l’introduzione di pratiche agrivoltaiche, che uniscono agricoltura e produzione di energia pulita.
La Fondazione CER Italia oggi conta 1.681 POD e 1.011 soggetti aderenti, tra cittadini, imprese ed enti pubblici, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Opera come realtà mutualistica e senza scopo di lucro, con l’obiettivo di generare benefici ambientali, economici e sociali soprattutto nelle aree rurali e montuose.
Le comunità energetiche come chiave per lo sviluppo sostenibile
“Le aree interne rappresentano il 60% del territorio nazionale – ha ricordato il sindaco – e custodiscono un patrimonio ambientale e produttivo spesso trascurato. Le comunità energetiche possono essere il motore di una vera rinascita.”
Il modello CER Italia viene descritto come una “madre CER pubblica”, capace di favorire la nascita di micro-comunità locali legate alle cabine primarie dei Comuni, anche quelli più piccoli e privi di risorse tecniche.
Un modello a costo zero e senza burocrazia, che punta a rendere la transizione ecologica un’opportunità concreta e accessibile per tutti.
Un futuro sostenibile per le aree fragili del Paese
L’incontro al CNEL ha confermato la necessità di una strategia nazionale integrata per valorizzare le aree interne, sostenendo iniziative in grado di coniugare innovazione, sostenibilità e inclusione sociale.
Le comunità energetiche si affermano così come strumento di sviluppo sostenibile e autonomia energetica, restituendo valore ai territori più vulnerabili e stimolando una nuova cultura della partecipazione.
Fonte: La Nazione (Arezzo) – www.lanazione.it/arezzo
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